Le tensioni geopolitiche tornano a far sentire i propri effetti anche sulla filiera alimentare globale. Gastronomika analizza le conseguenze indirette della crisi nell’area di Hormuz, con particolare attenzione all’aumento dei costi dei fertilizzanti e alle possibili ricadute sui prezzi agricoli nei prossimi mesi. Il tema riguarda soprattutto produzione alimentare, logistica e costi energetici, in una fase già caratterizzata da forte instabilità delle materie prime. Per horeca e ristorazione il problema rischia di arrivare in modo meno immediato ma molto concreto. Quando aumentano fertilizzanti, trasporti ed energia, la pressione si trasferisce progressivamente su ingredienti, beverage e prodotti trasformati. Il punto non è soltanto il rincaro di singole materie prime, ma la difficoltà crescente nel mantenere stabilità dei costi e prevedibilità dei margini. Dopo anni di menu sempre più ricchi e ingredienti molto diversificati, alcuni locali potrebbero essere costretti a lavorare su carte più essenziali e filiere più corte. La geopolitica entra così nel quotidiano del fuori casa non come concetto astratto, ma come variabile che incide direttamente sul prezzo finale di un piatto o di un cocktail.