Giochi al bar: meno slot e più qualità

Ridurre l’offerta di gioco sul territorio e qualificare la presenza di apparecchi in bar e tabacchi. E’ la linea perseguita dal governo nel programma di riordino previsto per il prossimo biennio e ill...

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Ridurre l’offerta di gioco sul territorio e qualificare la presenza di apparecchi in bar e tabacchi. E’ la linea perseguita dal governo nel programma di riordino previsto per il prossimo biennio e illustrato dal sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, titolare della delega ai giochi. Come spiegato in una recente intervista rilasciata a GiocoNews.it, “Lo scopo che ci siamo prefissi è quello di riformare il settore: negli ultimi anni si è esagerato e l’eccesso di offerta deve trovare una sua regolamentazione”. Su questo fronte si sono già mossi, in realtà, gli enti locali, introducendo in genere distanze delle postazioni di gioco dai luoghi sensibili e limitazioni degli orari di apertura. Un approccio che, secondo il sottosegretario, è “comprensibile per via dell’assenza di una regolamentazione adeguata da parte dello Stato”, in grado di contemplare le esigenze dei territori, ma che presenta al tempo stesso dei rischi non considerando che “il gioco illegale potrebbe riprendere quegli spazi lasciati vuoti dal gioco lecito”. Per tale ragione il governo sta cercando un accordo con gli Enti locali, imposto dalla Legge di Stabilità: che aveva fissato peraltro anche una scadenza, quella dello scorso 30 aprile, per giungere a un risultato in sede di Conferenza unificata, ma che ha portato, per ora, soltanto a una riunione avvenuta nei primi di maggio, non ancora risolutiva, ma che ha rappresentato comunque un inizio. Per raggiungere lo scopo la strada individuata dal governo prevede, come detto, una riduzione dell’offerta che riguarderà prevalentemente le new slot, che da qui al 2019 diminuiranno di almeno il 30 percento passando dalle attuali 400mila macchine circa a 265mila. Ma per fare questo, secondo Baretta, bisogna lavorare su altri due aspetti: “Innanzitutto qualificare la presenza in bar e tabacchi – per esempio riducendo a un numero massimo le Vlt e le Awp, con quest’ultime, peraltro, che dal 2017 diventeranno di altra natura, con l’introduzione delle cosiddette slot ‘da remoto’, con un controllo centralizzato e senza più la scheda all’interno dei cabinet, ma che dovranno conservare il carattere di bassa giocata e bassa vincita delle attuali slot”. Inoltre, per quanto riguarda gli orari, il governo vorrebbe “stabilire un numero di ore in cui i locali possono essere aperti”, per poi lasciare la distribuzione oraria all’autonomia degli enti locali. Tutto questo per ottemperare alla doppia esigenza di tener conto della sensibilità diffusa nel territorio che gli enti locali interpretano e di assicurare una tranquilla gestione del mercato del gioco in un’ottica di miglioramento e di progressiva bonifica. Per una autentica rivoluzione dei punti vendita.

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