Quasi metà degli adulti statunitensi sta cercando di aumentare l'assunzione di proteine e in Europa sette consumatori su dieci dichiarano di prestare attenzione al loro apporto. Era quindi probabilmente inevitabile che il fenomeno arrivasse anche nella tazza. Perfect Daily Grind analizza la crescita dei latti ad alto contenuto proteico e si domanda se, dopo essere entrati nei menu delle grandi catene, possano diventare una nuova categoria anche per le caffetterie specialty. Starbucks ha introdotto protein latte e protein cold foam negli Stati Uniti e in Canada nel 2025, estendendoli poi a Europa e Asia-Pacifico; Dunkin' ha seguito nel 2026. Per una caffetteria, però, aggiungere proteine non è così semplice. Le whey possono creare problemi di aggregazione con acidità e calore e introducono un ulteriore passaggio operativo. L'articolo passa quindi in rassegna alternative come latte ultrafiltrato, fortificato e “double milk”, ottenuto concentrando il latte attraverso la rimozione di parte dell'acqua: una tecnica nata anche nelle competizioni barista per aumentare corpo, dolcezza e texture. Resta però una domanda molto specialty: se il latte viene scelto sempre più per ciò che promette nutrizionalmente, quanto continueremo a sceglierlo per ciò che fa al caffè? Perché più proteine possono significare migliore struttura e microfoam, ma una caffetteria non vende integratori alimentari. Il punto sarà capire se il protein milk saprà migliorare contemporaneamente valore percepito, marginalità e tazza.