De Santis recluta chef, sposa la mixology e punta al Far East

Una panineria storica evolve, strizza l’occhio alla mixology, coinvolge il mondo degli chef, e avvia la sua espansione in Italia e all’estero. Questo il percorso di rinnovamento intrapreso da De Santi...

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Una panineria storica evolve, strizza l’occhio alla mixology, coinvolge il mondo degli chef, e avvia la sua espansione in Italia e all’estero. Questo il percorso di rinnovamento intrapreso da De Santis – Il Panino di Milano dal 1964, storica insegna milanese specializzata in panini gourmet e fondata quasi sessant’anni fa.
A capitanare il progetto di sviluppo è l’amministratore delegato della catena, vale a dire Luca Monica, tra i manager più noti in ambito ristorativo, con un lungo trascorso professionale in Longino e Partners e poi a capo di Peck fino al 2015.

È lui l’artefice dell’ultima apertura in via Cesare Battisti 19, avvenuta circa nove mesi fa a due passi dal palazzo di Giustizia di Milano, che si è a aggiunta ai tre altri punti vendita già esistenti, vale a dire lo storico di Corso Magenta, quello all’interno della food hall de La Rinascente (Via Radegonda, 3), e il ristorante con insegna Carpoforo situato al civico 6 di Via san Carpoforo nel cuore del quartiere Brera. 
Dallo scorso 7 febbraio, il marchio De Santis è sbarcato a Roma, in Via del Tritone, sempre nella zona ristorativa de la Rinascente e, poco più in là, sorgerà il secondo ristorante capitolino il cui taglio del nastro è previsto entro la fine della prossima estate. 

«Finalizzata la seconda apertura romana, guarderemo verso le città a forte vocazione internazionale e turistica, come Venezia e Bologna, e con operazione stagionali a Taormina e Capri – ha reso noto Monica. Nei nostri ristoranti manteniamo sempre un layout tipicamente meneghino, inteso come accogliente e rilassante. La novità imminente sta nel fatto che cercheremo di allungare i tempi di chiusura, prolungandoli oltre la mezzanotte. Così facendo, pensiamo di intercettare una clientela che cerca anche a tarda sera uno spazio conviviale e un’offerta di panini gourmet, ma anche coloro che per motivi di lavoro escono dall’ufficio oltre un certo orario e desiderano concedersi un momento di spensieratezza che, oltre ad assaporare un gustoso sandwich cucinato con materie prime selezionate e di qualità, può consistere nel sorseggiare un cocktail saporito e rifrescante». 

La mixology, dal canto suo, subisce un upgrade rispetto al passato: «Crediamo molto nel bere miscelato ideato in pairing con i nostri panini e, a tale proposito, in partnership con Tripstillery, il cocktail bar con distilleria di proprietà di Flavio Angiolillo, stiamo per presentare una linea di spirit brandizzata De Santis e composta da un amaro e due gin», ha fatto sapere l’a.d. di De Santis. 

C’è poi la sinergia con l’alta cucina: «A partire dalle prossime settimane accoglieremo chef blasonati, i quali invitati a turno presenteranno alcune loro ricette tradotte nei nostri panini che ci piacerebbe poi inserire fisse nei menu», ha aggiunto sempre Monica.

Se i punti vendita in Italia hanno subito una forte accelerata, in parallelo anche l’internazionalizzazione ha acceso i motori. «Stiamo valutando alcune location nel Far East, che è l’area che riteniamo prioritario per esordire all’estero – conferma il manager. Il primo approdo dovrebbe avvenire entro quest’anno a Tokyo, dopodiché abbiamo già indirizzato l’attenzione verso Singapore, Corea del Sud e Taiwan dove stiamo valutando eventuali accordi con partner locali».

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