In Brasile scarseggia il caffè. E così il Paese sudamericano, che del caffè è il maggior fornitore mondiale, quest’anno sarà costretto a ricorrere all’importazione. Dopo tre anni di siccità, che hanno drasticamente ridotto la produzione di robusta, la varietà più coltivata al mondo, quella meno pregiata rispetto all’arabica - si legge su Il Sole 24 Ore - il Governo ha autorizzato l’acquisto dal Vietnam di un milione di sacchi da 60 kg di caffè verde con una tariffa di importazione di appena il 2% invece del normale 10% che di fatto scoraggia le forniture dall’estero. Il tetto massimo mensile per le importazioni, precisa il decreto pubblicato in gazzetta ufficiale, sarà di 250mila sacchi.
La decisione è stata presa su pressione dell’industria locale del caffè solubile, quella che più utilizza la robusta, e nonostante le forti critiche dei coltivatori, che temono che aprire le porte alla concorrenza possa metterli fuori gioco. Lo stesso, ricordano, era accaduto negli anni ’90 con il cacao: il Brasile, che un tempo era il terzo produttore mondiale, è scivolato al settimo posto dopo che una stagione difficile aveva portato all’introduzione - inizialmente definita temporanea - di agevolazioni all’import.
Per la stagione 2016-17 l’International Coffee Organization (Ico) prevede un crollo del 6% della produzione globale di robusta, a 58,2 milioni di sacchi, il minimo da 4 anni. Nonostante raccolti di arabica da primato (93,5 milioni di sacchi) per il caffè è atteso un deficit di offerta.