Bartending, Bledar Ndoci: “Ecco perché ho scelto l’Idyllium di Pienza”

Settembre regala i primi weekend d’autunno, il momento giusto per una fuga dalla città: perdiamoci allora fra la pittoresche vie di Pienza, del suo centro storico riconosciuto Patrimonio dell’UNESCO e...

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Settembre regala i primi weekend d’autunno, il momento giusto per una fuga dalla città: perdiamoci allora fra la pittoresche vie di Pienza, del suo centro storico riconosciuto Patrimonio dell’UNESCO e negli scenografici paesaggi della Val D’Orcia, celebrati nel Rinascimento dai pittori della Scuola Senese. In questo scenario da favola si inserisce perfettamente Idyllium, un nuovo cocktail bar che già dal nome evoca un’atmosfera imperdibile.

Bledar, prima di parlarci di Idyllium, ci racconti qualcosa di te?

Mi chiamo Bledar Ndoci, classe 1990, di origini albanesi, sono arrivato in Italia quando ero bambino insieme ai miei genitori che decisero di stabilirsi in Brianza. Proprio in Brianza ho gettato le basi per quella che sarebbe stata la mia passione e il mio lavoro: il bartending. Ho iniziato a lavorare come barman e aiuto barman in svariati locali della zona che ero ancora un ragazzino, a 16 anni o giù di lì. A quel tempo conobbi quello che poi sarebbe diventato il mio mentore, Giuseppe Mancini, grazie a lui ebbi modo di viaggiare per l’Italia, fare eventi e stagioni estive.

Hai anche collaborato con Planet One, di cosa ti occupavi?

Dopo qualche anno di gavetta in giro per l’Italia, sono arrivato a Milano dove entrai a far parte del network Planet One. L’azienda mi diede modo di frequentare corsi di miscelazione mentre continuavo ad approfondire e sviluppare l’arte del flair. Cominciai a conoscere persone e, soprattutto, a farmi conoscere grazie agli svariati eventi ai quali ebbi modo di lavorare, dapprima come barback poi come responsabile.

Hai anche lavorato in alcuni importanti locali della “Milano da Bere”, giusto?

Esatto. Conobbi Flavio Angiolillo e Marco Russo quasi per caso, loro mi diedero l’opportunità di affinare le mie capacità sia al Mag che al 1930 e al Backdoor 43, che sono fra i locali più all’avanguardia per quanto riguarda la miscelazione. Diventai presto un punto di riferimento all’interno di questa grande famiglia diventando responsabile al banco al 1930 per poi terminare l’esperienza al Mag e Backdoor 43.

Poi una fuga dalla città per Idyllium. Perché lasciare Milano per venire in un piccolo paese in Toscana?

Nell’Estate 2016 quando decisi di lasciare Milano, Idyllium era già nell’aria, mi dedicai all’apertura e alla gestione di un piccolo locale sulle rive del Lago Maggiore, esperienza che mi permise di gettare le basi per la mia carriera imprenditoriale. Perché scelsi Pienza? Perché scelsi la famiglia! Insieme alla mia compagna decidemmo che la Toscana e le colline senesi sarebbero state uno scenario perfetto per crescere un figlio. Ce ne innamorammo subito, questo senso di pulito, di vero, non aveva niente a che vedere con Milano. Da marzo ci siamo trasferiti in pianta stabile qui per l’inaugurazione del locale che ora inizia a prendere piede.

Idyllium: il nome è già un bel biglietto da visita ma cos’è che lo rende un posto speciale?

L’obiettivo di partenza era ricreare un angolo magico, rilassante e al tempo stesso suggestivo, il tutto ricamato da sorsi idilliaci! Il locale gode di una posizione paradisiaca, si affaccia direttamente sulla Val D’Orcia e la sera regaliamo ai clienti tramonti mozzafiato. Abbiamo cercato di mantenere intatta l’essenza dello storico e noto Palazzo Piccolomini. Dall’arredamento alla drink list cerchiamo dunque di creare una sorta di collegamento tra quello che le terre toscane hanno da offrirci e il mondo del bartending. Per la preparazione dei cocktails prediligiamo ingredienti freschi e per quanto più possibile a km zero, i nostri sciroppi sono prodotti interamente da noi.

Che tipo di sfida ha rappresentato per te e il tuo socio Federico Fioravanti aprire Idyllium?

Lo scorso inverno insieme a Federico Fioravanti, mio grande amico, ex collega e oggi socio nonché Pientino DOC, abbiamo iniziato a dare forma e sostanza a Idyllium. Abbiamo cominciato prima con le trafile burocratiche, lunghe e dispendiose, e solo a fine febbraio è arrivato il bello: l’inizio dei lavori di ristrutturazione. Una ristrutturazione partita da zero e che ha trasformato le vecchie scuderie di Palazzo Piccolomini in cocktail bar. Sono stati mesi duri, non ricordo nemmeno quante volte ho fatto la spola tra Pienza e Milano dove avevo momentaneamente lasciato la mia compagna e mia figlia.

Pienza come ha accolto l’offerta e la miscelazione di Idyllium?

Abbiamo sin da subito avuto un ottimo riscontro da parte della gente del posto, siamo diventati in breve tempo un punto di ritrovo per i giovani Pientini. Pienza aveva necessità di rinnovarsi, di allargare i suoi orizzonti ad un pubblico sempre più esigente; gli stessi turisti iniziano a voler sperimentare qualcosa di diverso e che va al di là del buon vino locale.

Portare la miscelazione in un luogo diverso dal solito cosa sta rappresentando per te?

Grazie al bagaglio di esperienze sto sviluppando un tipo di miscelazione che sa accontentare i palati di svariate tipologie di bevitori, cercando di amalgamare quelle che sono le radici storiche della miscelazione alla terra in cui mi trovo.

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