Vino: meno etichette, più prodotti stranieri nei locali italiani

Meno etichette, più vini stranieri e minore presenza della carta dei vini. Questi i dati che emergono dalla fotografia scattata da TradeLab al canale dei ristoranti e delle pizzerie in Italia. «La per...

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Meno etichette, più vini stranieri e minore presenza della carta dei vini. Questi i dati che emergono dalla fotografia scattata da TradeLab al canale dei ristoranti e delle pizzerie in Italia. «La percentuale di locali in cui viene proposta una carta dei vini - osserva Angela Borghi, responsabile sviluppo TradeLab - è passata dal 77,1% del 2010 all’attuale 72,4%. Va detto, però, che si tratta di un dato medio, frutto di importanti scostamenti rilevati nell’analisi delle diverse tipologie di locali: i ristoranti top & gourmet registrano, infatti, un valore molto elevato (96,1%), così come i locali di fascia medio alta, gli “Smart” (81,1%) e quelli del segmento Grande Multipurpose, che identifica esercizi dai grandi spazi spesso utilizzati in occasione di banchetti e cerimonie (78,9%). Per contro, sotto la media, si collocano le Trattorie di qualità (70,7%), le Trattorie tradizionali (57,7%) e le Pizzerie (37,3%)».

Tradelab-logoE un’analoga tendenza alla contrazione si registra anche sul fronte del numero di etichette offerte: «Nel 2007 se ne contavano mediamente 82 per locale, nel 2010 circa 75, mentre oggi il dato si attesta a 70 - chiarisce Borghi -. Come nel caso della carte dei vini, però, si tratta di un numero medio che si declina in modo molto diverso a seconda del segmento analizzato. Da una parte, infatti, i locali Top & Gourmet fanno registrare ben 184 etichette offerte, seguiti dai ristoranti “Smart” con 77 etichette. Dall’altra, invece, il segmento dei Grande Multipurpose si ferma a 61, le Trattorie di qualità a 46, le Trattorie tradizionali a 29 e le Pizzerie a 17. Creare una fornita cantini di vini è del resto un investimento importante, che non tutti possono affrontare».

In questo quadro, va infine segnalata la crescita degli acquisti di vini stranieri, passati da un’incidenza del 18,7% del 2010 all’attuale 20,7%. «E anche qui - rileva Borghi -, il dato assume colorazioni differenti a seconda dei segmenti di locali: si spazia infatti dal 59,7% dei Top & Gourmet al 25,3% dei ristoranti di posizionamento medio-alto, gli “Smart”, per arrivare al 12,1% delle Trattorie di qualità e all’8,8% delle Trattorie tradizionali».

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