Turismo enogastronomico in crescita, tra gli italiani la più gettonata è la Toscana

Viaggiare alla scoperta delle tipicità agroalimentari del territorio è una pratica sempre più diffusa tra gli italiani.A confermarlo è la settima edizione del “Rapporto sul Turismo Enogastronomico Ita...

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Viaggiare alla scoperta delle tipicità agroalimentari del territorio è una pratica sempre più diffusa tra gli italiani.

A confermarlo è la settima edizione del “Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano”, realizzato da Roberta Garibaldi, docente dell’Università di Bergamo e presidente dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico, con il supporto di Visit Emilia e Valdichiana Living, il patrocinio di Federturismo, Fondazione Qualivita, Iter Vitis Les Chemins de la vigne en Europe, e la collaborazione dell’Università degli studi di Bergamo, Economics Living Lab e TheFork.

Secondo il Rapporto, il 70% degli intervistati dichiara di aver svolto almeno una vacanza negli ultimi tre anni alla ricerca di cibo, vino, olio del territorio italiano, segnando un aumento del 12% sulle risposte dello scorso anno. Invece, se si considerano i dati del 2016, l’aumento è stato del 49%.

Inoltre, circa 14,5 milioni di potenziali turisti del gusto, pari al 64%, scelgono mete domestiche. La destinazione più scelta dagli italiani, sia per i viaggi passati (39,3%) che per quelli futuri (33,9%) è la Toscana, e a seguire ci sono la Puglia e l’Emilia-Romagna.

Il turismo enogastronomico si conferma un’esperienza popolare anche per i turisti in Europa. Infatti, il 15,3% degli europei (circa 20,6 milioni di potenziali turisti) si metterà in viaggio nella stagione invernale per scoprire le tipicità enogastronomiche del Continente. È alto anche l’interesse per le mete e le attrazioni a tema cibo dei mercati long-haul: tra i primi posti in classifica ci sono le destinazioni del Far East, come il Giappone, la Corea del Sud, la Cina.

Infine, i turisti prediligono anche il Brasile. Per quanto riguarda i prodotti alimentari che rappresentano il nostro Paese, il vino (con il 38,1% delle preferenze) è considerato il più tipico. Seguono l’olio extravergine di oliva (24%), la pizza (22%), la pasta (15%) e i formaggi (11%).

Infine, grazie alla collaborazione con The Fork, il Rapporto 2024 ha mappato le cucine regionali più diffuse, rivelando che In Italia al primo posto c’è quella toscana (17,3% dei ristoranti della piattaforma), seguita dalla cucina piemontese e da quella siciliana. All’estero, invece, emerge la cucina campana/napoletana.

LE AZIONI PER PROMUOVERE IL TURISMO ENOGASTRONOMICO

Il Rapporto dà anche delle direttive per incentivare al meglio il turismo enogastronomico. Di seguito le principali:

  • Consentire alle imprese agricole e produttive di esercitare le attività turistiche a 360 gradi senza vincoli normativi.
  • Agevolare le assunzioni nonché la possibilità di collaborazioni flessibili con figure professionali specializzate, disponibili a chiamata, per supportare le imprese nella gestione turistica e nella creazione di esperienze e i percorsi di rete.
  • Sostenere percorsi per formare professionisti capaci di mettere in rete i produttori, creare e guidare percorsi turistici e supportare le aziende nella commercializzazione delle esperienze.
  • Favorire la digitalizzazione delle esperienze e l’adozione dell’intelligenza artificiale per la gestione turistica, garantendo supporto ai piccoli produttori per superare eventuali divari tecnologici.

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