Sostenibilità al centro della mixology. Anche nelle competizioni

"Sostenibilità" è ormai uno dei mantra che ispirano le scelte strategiche in ogni settore della società, dell'industria e della finanza. E naturalmente neanche la mixology poteva sfuggire a questa ten...

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"Sostenibilità" è ormai uno dei mantra che ispirano le scelte strategiche in ogni settore della società, dell'industria e della finanza. E naturalmente neanche la mixology poteva sfuggire a questa tendenza. Almeno nei limiti del possibile. Spazio quindi, nella preparazione dei drink, all'utilizzo di ingredienti di stagione e il più possibile a "chilometro zero", oltre all'attenzione a ridurre al minimo sprechi e scarti, magari utilizzandoli per preparare sciroppi ed estratti.

C'è chi ne ha fatto una vera e propria mission, come Renato Tonelli, bartender italoamericano residente a New York, che durante il periodo del lockdown dello scorso anno ha realizzato il progetto di formazione Sustainable Bartender, che attraverso una serie di corsi insegna agli addetti ai lavori (anche in Italia) tecniche e metodi di lavoro per azzerare gli sprechi alimentari nella miscelazione.

[caption id="attachment_197173" align="aligncenter" width="1080"] Renato Tonelli[/caption]

Inevitabile, quindi, che anche le competizioni di settore inizino a considerare anche il parametro della sostenibilità fra i criteri che le giurie devono valutare per stabilire graduatorie e riconoscimenti. Al punto che Flor de Caña, celebre rum nicaraguense che storicamente pone la sostenibilità al centro di tutta la sua filiera di produzione - è carbon neutral ed equosolidale, viene distillato utilizzando il 100% di energia rinnovabile e tutte le emissioni di Co2 durante la fermentazione vengono catturate e riciclate - ha lanciato ques'anno la sua Sustainable Cocktail Challenge, basata proprio sull’utilizzo creativo di ingredienti sostenibili nei cocktail.

[caption id="attachment_197174" align="aligncenter" width="980"] Manachain Monaghan[/caption]

Per la cronaca, la prima edizione della competition, lo scorso novembre, ha visto la vittoria del britannico Manachain Monaghan, proprietario del Below Stairs Bar, con il suo Steamship, cocktail a zero spreco d’acqua preparato con cacao fatto in casa e lime bitter, liquore al caffè prodotto con chicchi di caffè nicaraguensi riutilizzati, zucchero equosolidale, gocce di soluzione salina e Flor de Caña 12 Y.O., servito sopra un blocco di ghiaccio su un sottobicchiere di pera disidratata. A riprova dell'impegno che chiunque può mettere nella propria attività per la tutela dell'ambiente e delle fasce più deboli della società. Senza per questo rinunciare al buon bere.

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