Sostegni sì, ma alcuni restano a bocca asciutta

Piccoli imprenditori del settore food & beverage esclusi dal beneficio perché hanno investito e scommesso sulla propria attività nel momento sbagliato  L’aver investito nella propria attività nel mome...

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Piccoli imprenditori del settore food & beverage esclusi dal beneficio perché hanno investito e scommesso sulla propria attività nel momento sbagliato 

L’aver investito nella propria attività nel momento sbagliato costa caro, anzi carissimo, ad alcuni piccoli imprenditori del settore food & beverage. 

I parametri rigidi sul fatturato previsti dal Dl Sostegni del governo Draghicosì come del resto dal decreto Ristori del governo Conte-2, non offrono alcuna possibilità di manovra ad alcuni piccoli imprenditori chenel 2019, hanno avuto la bella idea di investire e far crescere la propria attività. 

C’è infatti chi nel 2019 ha effettuato ristrutturazioni, trasformato l’attività da bar a bistrot investendo 100 mila euro e tenendo chiuso per lavori almeno 6 mesi in quell’anno. Oppure chi ha riunito sotto un’unica attività tre ristoranti conseguendo un fatturato complessivo nel 2019 di poco superiore ai 10 milioni di euro, soglia oltre la quale non si può chiedere il contributo a fondo perduto. 

Le casistiche degli esclusi dai benefici dell’indennizzo a fondo perduto potrebbero andare avanti. Così c’è chi arriva persino considerare questi esclusi, veri e propri esodati, come ai tempi della riforma Fornero. Ricordate? 

Ebbene. Dal momento che non è semplice trovare un meccanismo che soddisfi ogni singolo caso specifico, a costoro non resta che sperare in uno dei prossimi interventi del governo, già pronto tra l’altro per un nuovo scostamento di bilancio. Non sarebbe male se coloro che hanno parlato di perequazione passassero dalle parole ai fatti. 

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