In questi giorni il gotha del djing si trova a Miami per il più grande raduno mondiale per dj, il Winter Music Conference, che è solito richiamare oltre 5 mila addetti ai lavori, per tacere dell’indotto che un appuntamento del genere crea per appassionati provenienti da tutti e cinque i continenti. In questi giorni, uno degli argomenti che più scalderà gli animi in Florida, sarà il ruolo dell’EDM nel futuro, più o meno prossimo, della dance e del clubbing: un argomento definito magistralmente nei giorni scorsi dal veterano Paul Van Dyk (nella foto), in un’intervista rilasciata ad Armin Van Buuren durante una registrazione del suo radioshow A State of Trance.
“Ho sempre preferito parlare di musica elettronica, anche quando mi definivano un dj trance, non mi piacciono le etichette, le definizioni fini a se stesse. L’importante è suonare qualcosa che rimanga nel tempo, non che duri tre/quattro mesi come l’EDM. Questo mi eccita, proporre qualcosa che abbia un senso, abbia una sostanza; io non ho mai bisogno di suonare i dischi in top ten. L’EDM è un valore di marketing, di fatturato, non in termini di qualità e di creatività”. Di radioshow e dintorni scriveremo più diffusamente nel prossimo numero di Nightlife Magazine, online entro fine aprile.
Info su www.astateoftrance.com
Dan Mc Sword