Ocse e Confindustria bacchettano l'economia

Un impatto fortemente negativo su una situazione già precaria, manco a dirlo- lo ha avuto la crisi, sottolineano gli esperti Ocse. Tanto è vero che tra il secondo trimestre del 2008 e il secondo trime...

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Un impatto fortemente negativo su una situazione già precaria, manco a dirlo- lo ha avuto la crisi, sottolineano gli esperti Ocse. Tanto è vero che tra il secondo trimestre del 2008 e il secondo trimestre 2010, la disoccupazione dei giovani compresi tra i 15 ed i 24 anni  è salita di circa 8 punti percentuali, tre volte in più rispetto a quella registrata tra gli adulti (25-54 anni). Una vera debacle per il nostro Paese che accusa serie difficoltà anche nella fase di transizione tra scuola e lavoro. Ammontano infatti quasi al 20%  i ragazzi tra i 15 e i 29 anni che, lasciata la scuola senza un diploma, non lavorano.
Ma l'allarme Ocse non è isolato: anche le recenti stime di Confindustria contribuiscono a "perfezionare" il quadro, delineandolo persino più fosco. Secondo quanto emerge dall'ultimo rapporto del Centro Studi di Confindustria, infatti, non solo dal primo trimestre del 2008 al terzo trimestre del 2010, in Italia si sono persi 540mila posti di lavoro, ma il tasso di disoccupazione dovrebbe addirittura salire all'8,9% nei prossimi due anni.
Non a caso l'associazione degli industriali parla di un  paese malato che soffre di sindrome "di bassa crescita".  Il Centro Studi ha infatti contestualmente stimato al ribasso la crescita del Pil per il prossimo anno: passando dall'1,3% precedentemente ipotizzato ad un più realistico 1,1%. Azzardando solo per il 2012 un tasso dell'1,3%. Per la presidente degli industriali, Emma Marcegaglia, il governo deve correre ai ripari andando ben oltre una strategia contenutiva del debito pubblico. Sul versante opposto il ministro del lavoro Sacconi trova ingiustificato l'allarme e inutili i dati pubblicati dal Centro Studi.
L'impressione è che queste affermazioni del ministro non tengano conto di un mood molto diffuso e non solo a livello istituzionale (Ocse e Confindustria), ma condiviso anche dall' opinione pubblica internazionale. Prova ne è, ad esempio, la dichiarazione del Financial Time che sottolinea come "il nostro paese abbia bisogno di riforme visto che un giovane su quattro è senza lavoro e la crescita è anemica".
Probabilmente Sacconi non bazzica molto la stampa estera...
 

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