Crowdfunding, strada possibile? Forno Brisa vola verso i 4 milioni

Dopo aver lanciato lo scorso dicembre la sua seconda campagna di equity crowdfunding, Forno Brisa, dinamica realtà bolognese con un laboratorio, quattro panifici e una roastery in città, ha già raggiu...

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Dopo aver lanciato lo scorso dicembre la sua seconda campagna di equity crowdfunding, Forno Brisa, dinamica realtà bolognese con un laboratorio, quattro panifici e una roastery in città, ha già raggiunto oltre 3,5 milioni di euro.

Un caso da studiare
Il caso di Forno Brisa & Friends mostra la strada verso una nuova forma di imprenditorialità orizzontale. “Quando si è piccoli è dura, le aziende italiane soffrono per la mancanza di innovazione e ossigeno” ha detto il General Manager Pasquale Polito alla presentazione del progetto nel laboratorio di panificazione di Davide Longoni a Milano. “La nostra è un’idea di imprenditoria orizzontale, condivisa, in cui tutti i punti sono centro, vogliamo disegnare un gruppo che lavora in rete e in autonomia seguendo un modello di sviluppo vegetale, ed è un modello che può essere emulato da tutte le imprese”.

La terza via 
Una grande idea può venire a tutti, ma dove trovare i finanziamenti? La strada della banca, spesso impervia, non è l’unica. Ce n’è un’altra che si chiama equity crowdfunding, ovvero una forma di crowdfunding operata attraverso piattaforme online in cui, a fronte di un investimento anche di modesta entità, l'azienda oggetto della campagna di raccolta di capitali riconosce all'investitore un titolo di partecipazione della società stessa. È quello che ha fatto Forno Brisa con la seconda campagna della sua storia (nella prima, nel 2019, raccolse 1,2 milioni da 357 investitori) che chiuderà il 15 marzo e ha già superato i 3,5 milioni di euro raccolti (l’obiettivo iniziale era di un milione): il nuovo traguardo è arrivare a quota 4 milioni. Tra i soci che hanno già aderito ci sono quasi mille persone tra fornitori, clienti, amici, colleghi panificatori da tutta Italia, ma anche alcuni nomi del settore high-tech.

Gli obiettivi: un mulino per tutti
Grazie a questo progetto, sta prendendo forma la prima public company in Italia nel settore della panificazione. Il finanziamento infatti sarà utilizzato per realizzare progetti e velocizzare il percorso di crescita non solo di Forno Brisa dunque ma anche di sette bakery “amiche”, un gruppo di professionisti con cui condivide qualcosa di più di una visione, un gruppo di concorrenti del quale fanno parte Davide Longoni a Milano, Matteo Piffer di Panificio Moderno di Rovereto, Francesca Casci Ceccacci di Pandefra a Senigallia, Roberto Notarnicola di Mamm di Udine e Luigi Morsella del Mercato del Pane di Pescara. 

Il primo obiettivo della campagna di equity crowdfunding sarà la realizzazione di un Mulino Collettivo in Abruzzo dove sarà macinato il grano coltivato nei terreni di proprietà, elemento che consentirà di completare la filiera. Continuerà, inoltre, la digitalizzazione delle bakery. Come dice Polito “non abbiamo mai messo limiti, abbiamo sempre pensato che le cose che volevamo fare le potevamo realizzare e però abbiamo lavorato per poter rendere i sogni possibili”.

Il tour
Per raccontare obiettivi e visione del crowdfunding, Brisa ha intrapreso un tour in varie città italiane. I prossimi appuntamenti sono:

Pollenzo - presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Slow Food (lunedì 27 febbraio).

Udine - da Mamm Ciclofocacceria (data da definire).

Forno Brisa, insegna commerciale di Breaders srl, è società certificata B Corp e Great Place to Work. Con il nuovo finanziamento assumerà 15 nuove figure, che si occuperanno di panificazione, accoglienza nei negozi, torrefazione del caffè, digital marketing e agricoltura, seguiranno un percorso di formazione interno ed entreranno a far parte della squadra. ll team a oggi è composto da 45 ragazze e ragazzi con un’età media sotto i 30 anni.

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