Bar e ristoranti: come riaprire a maggio, confidando nei vaccini

Istituzioni a lavoro per una road map delle riaperture. E mentre Figliuolo plaude all’arrivo per i 7 milioni di vaccini Pfizer la speranza è in un giugno “normale” Da giorni, il brusio si è fatto fras...

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Istituzioni a lavoro per una road map delle riaperture. E mentre Figliuolo plaude all’arrivo per i 7 milioni di vaccini Pfizer la speranza è in un giugno “normale”

Da giorni, il brusio si è fatto frastuono: ritornare alla normalità, procedendo gradualmente alla riapertura delle attività stremate da più di un anno chiusura è ormai necessario. Solo pochi giorni fa il ministro allo Sviluppo economico Giorgetti ha ventilato come orizzonte maggio.

Da parte loro gli enti locali provvederanno oggi (15 aprile) ad stilando delle nuove linee guida da sopporre all'approvazione di CTS e Governo, individuando nei prossimi due mesi l’orizzonte temporale in cui calendarizzare le aperture.

Bar, ristoranti, teatri, cinema, palestre e piscine: l’ipotesi è di arrivare a giugno con uno scenario pressoché normale.

Anche perché la notizia che gli Europei di calcio saranno aperti al pubblico (benché la capienza degli stadi sarà al 25%) ha immediatamente scatenato polemiche e innescato le rivendicazioni di chi a gran voce chiede una ripresa in tutti i settori.

Un assist importante lo ha fornito il ministro alla cultura Franceschini che ha chiesto che le stesse misure adottate per il calcio vengano replicate per tutti gli spettacoli all’aperto.

A fare da ago della bilancia saranno le vaccinazioni, che proseguono con l’obiettivo di immunizzare rapidamente i più deboli, anche perché da più parti l’andamento della campagna vaccinale è ritenuto un requisito fondamentale per l’attribuzione dei colori alle regioni

Ottimista il commissario all’emergenza Figliuolo che annuncia l’arrivo di 7 milioni di dosi di Pfizer: un’ottima notizia, specialmente alla luce dello stop dato dalla Fda a J&J. Il blocco (momentaneo) del 4° vaccino, infatti, potrebbe compromettere le tempistiche del piano vaccinale.

Procedere a un’immunizzazione massiva è l’unica via percorribile. Ne è convinto anche Pannace, vice presidente dell’associazione Amira che - come riportato da Adnkrons – afferma: "noi chiediamo che si velocizzi la campagna vaccinale: è la strada per uscire da questa situazione. Dobbiamo mettere in sicurezza i più anziani, poi tutto andrà di conseguenza, e speriamo che arrivi presto il nostro turno. Ma non chiediamo corsie preferenziali, fino a quando non saremo vaccinati seguiremo tutte le prescrizioni per lavorare in sicurezza".

Road map (possibile) delle riaperture

Già a fine aprile ristoranti aperti a pranzo, ma solo all’aperto e nelle aree in cui la situazione epidemica lo consenta: questa una delle ipotesi sul tavolo. A dirlo a Radio 24 è Andrea Costa, sottosegretario alla Salute: “Sulle riaperture c’è bisogno di un cambio di passo, dobbiamo assumerci la responsabilità di individuare delle date precise, io credo che già a fine mese ci siano le condizioni per riaprire alcune attività”. Mentre a maggio (quando dovrebbe essere ripristinato il colore giallo) l’idea è quella di procedere anche con la ripresa delle attività culturali e – a fine mese - con le aperture serali di bar e ristoranti dotati di dehors; naturalmente questo significherà un rallentamento nel coprifuoco.

Regole e protocolli: qualche ipotesi

Riaprire sì ma con protocolli ben delineati.  Sul tavolo alcune proposte ma ancora nulla di definito. Per bar e ristoranti si è parlato per esempio di introdurre l’obbligo di prenotazione, di limitare a 4 il numero di persone al tavolo, di richiedere pagamenti digitali.

In linea con questo orientamento è Adriano Rapaioli, responsabile Fiepet, che - a nome di ristoratori e baristi di Confesercenti Toscana nord - fa una proposta a Governo e Regione chiedendo di “superare i parametri di riferimento che hanno caratterizzato ad oggi le restrizioni per bar e ristoranti”.

Il responsabile toscano – leggiamo su Luccaindiretta- suggerisce  di tenere ancora conto dei posti in base al distanziamento, con una riduzione nella prima fase di un ulteriore 50 per cento. Inoltre, “visto che i tempi di permanenza media e quindi i possibili rischi di contagio aumentano nelle fasce serali dalle 17, va permesso solo il servizio al tavolo e l’accesso al locale esclusivamente dopo misurazione della temperatura”.

Quanto agli orari Rapaioli suggerisce: “per i bar dalle 5 alle 20, mentre per i ristoranti fino alle 22. Lo scontrino fiscale rilasciato un’ora prima dell’inizio del coprifuoco permetterà un bonus di rientro di 30 minuti”.

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