Amorim: al via la stagione della decortica, simbolo di rinascita

La corteccia come un vestito vissuto, da levare per dargli il pieno valore: la decortica assume significati particolarmente profondi in questo 2020, dopo un periodo in cui le attività lavorative hanno...

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La corteccia come un vestito vissuto, da levare per dargli il pieno valore: la decortica assume significati particolarmente profondi in questo 2020, dopo un periodo in cui le attività lavorative hanno subito un freno, mentre la natura ha continuato il suo corso rigoglioso e insegna a tutti come si possa sempre rinascere.

A cavallo tra la primavera e l’estate, ogni anno, infatti, la linfa si posiziona tra il fusto della pianta e la sua corteccia ed è quindi possibile toglierla agevolmente, con un abile movimento che può essere praticato solo da mani esperte. La decortica risulta essere proprio per questo tra i lavori agricoli più ben pagati al mondo, poiché sono solo in pochi a possedere le competenze e la manualità necessarie. Si tratta di persone che vivono nelle zone della foresta per le quali questa attività diventa preziosa opportunità di lavoro e sostentamento. La sostenibilità è naturalmente anche ambientale: la decortica offre un importante contributo contro la desertificazione delle foreste del nord Africa e del sud Europa, dato che la quercia da sughero è l’unica pianta in grado di sopravvivere in un suolo povero e con poca acqua.

Una ottimizzazione naturale delle energie, cui Amorim ha contribuito ulteriormente supportando un avanguardistico sistema di irrigazione goccia a goccia, che permette di perfezionare l’erogazione della risorsa idrica e allo stesso tempo di ottenere in 12 anni (a fronte dei precedenti 36) una pianta adulta. In questa maniera sarà più facile provvedere a un rimboschimento, sostituendo l’eucalipto al momento predominante – oltretutto dal potere di combustione enorme – con le ignifughe querce da sughero, innanzitutto attorno ai centri abitati, così da proteggere anche chi abita nei pressi della foreste.

I progetti di Amorim puntano a coinvolgere investitori che contribuiscano alla piantagione di 50.000 ettari di nuove foreste irrigate, che rappresenteranno un aumento della produzione del 30%. L’attuale densità, di circa 50 piante per ettaro, è spontanea. Con l’intervento di coltivazione intensiva, Amorim vuole arrivare alle 600 piante per ettaro, per poi trapiantarne la metà, quindi 300, in un’altra area.

La coltivazione delle querce, infatti, è sempre più strategica per l’intero bacino del Mediterraneo, la cui macchia rappresenta uno dei 36 santuari di biodiversità del pianeta. Una meraviglia che può mantenersi sana anche grazie ai 2,2 milioni di ettari di foresta da sughero, che consentono la vita a varie specie animali e vegetali e assorbono fino a 76 milioni di tonnellate all’anno di Co2.

La decortica rappresenta un vero e proprio respiro dato alle piante, ma soprattutto, a livello globale al mondo intero. Se consideriamo che, oltretutto, la filiera dei tappi in sughero Amorim, dalla decortica fino al finissaggio, è un processo molto delicato oggi certificato scientificamente con impronta di carbonio negativa (detta carboon footprint), dalle due importanti società Ernst & Young e PwC, ben si individua l’ulteriore valore al percorso che giace in un tappo in sughero. È stato infatti dimostrato che un singolo pezzo consente di trattenere tra i 309 e i 562 g di Co2. Ciò significa che, per un effetto di compensazione, l'uso di un tappo in sughero attenua l'impatto ambientale delle altre filiere in cui è coinvolto: ad esempio, nell'enologia, l'impronta di carbonio delle bottiglie di vetro, che rilasciano in media tra 300 e 500 g di Co2 durante la produzione a seconda del loro peso, può essere addirittura annullata se per la chiusura si sceglie il sughero.

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