Pane e cultura. Enoteca Letteraria Roma: libro e vino, storia comune

Enoteca letteraria: il nome del locale aperto a Roma nel luglio 2012 definisce un format che si sta diffondendo in alternativa a quello più consueto del caffè letterario. In questa rubrica abbiamo già...

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Enoteca letteraria: il nome del locale aperto a Roma nel luglio 2012 definisce un format che si sta diffondendo in alternativa a quello più consueto del caffè letterario. In questa rubrica abbiamo già parlato, fra l’altro, dell’enoteca letteraria Badlands di Montecurone, ma l’enoteca romana si avvicina forse di più a Le Libragioni di Milano.

Ad aprire l’Enoteca Letteraria di Roma è Antonio Puccica, proveniente dal mondo degli appalti pubblici, senza precedenti esperienze nel mondo dell’editoria e dell’enologia, ma appassionato di libri e buon vino. “A gennaio del 2012 i Padri Trinitari spagnoli, proprietari dei locali che ospitano l’Enoteca Letteraria, mi hanno contattato per chiedermi se conoscessi qualcuno disposto a prendere in affitto i locali. Dopo aver visitato i luoghi, e forse anche attratto dal fatto che parte dei locali facessero parte del complesso monumentale opera di Francesco Borromini, mi è sorta immediatamente la voglia di aprire un locale che ospitasse cultura intesa come arte (letteratura pittura scultura architettura e anche enogastronomia)”.

Il locale è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 21, e ha una superficie di 120 mq diviso in due sale: una di circa 70 mq di origini settecentesche e, la più piccola, di circa 50 mq di origini seicentesca ed è opera di Francesco Borromini. Nella seconda sala, quella piccola, si tengono corsi (fotografia, scrittura creativa, lingua spagnola, bioenergia, profumeria e aromaterapia d altri).Enoteca letteraria 3

“In Italia è usuale inserire delle caffetterie all’interno delle librerie”, prosegue Puccica. “La mia idea invece era quella di dar la possibilità alla gente di degustare lentamente una bevanda mentre si… degusta un buon libro. Il caffè è una bevanda veloce, il vino invece si apprezza lentamente. Senza scomodare la letteratura a tema vino o la miriade di libri di enologia, e senza scomodare neanche la simbologia nell’arte pagana o religiosa, mi piace dire che il vino e il libro hanno una storia comune: il vignaiolo è l’autore e la cantina che si occupa dell’imbottigliamento è l’editore; il libraio è il gestore dell’enoteca che sceglie il vino (libro) e lo propone”.

Da un punto di vista burocratico, l’Enoteca letteraria è una libreria. La legge stabilisce che al vino (così come anche alla caffetteria) non si può dedicare più del 10% dello spazio. Essendo due settori merceologici diversi, libri e vino non possono essere mescolati. “Non esiste un banco per la mescita: il calice si sorseggia camminando o mentre si legge il libro in uno dei tavoli a disposizione per i lettori. Ho circa 5000 libri tra nuovi, che rappresentano una minima percentuale, usati, fuori catalogo e antichi. Ho poi circa 700 bottiglie provenienti da piccole cantine, una per ogni regione. Sono vini tipici e per lo più in purezza. Vini non essenzialmente costosi, dai 7 ai 60 euro, con una particolare attenzione ai vini della regione Lazio, che molto spesso sono poco apprezzati”.

Enoteca Letteraria Archeologica e Barocca

Via delle Quattro Fontane, 130

Roma

www.enolibreria.it

PANE E CULTURA

Una rubrica di Giuliano Pavone

A chi dice che con la cultura non si mangia rispondiamo proponendo settimanalmente un’esperienza che mette in relazione in modo profittevole e innovativo il mondo della cultura e dello spettacolo da un lato e quello del pubblico esercizio dall’altro. Format, eventi, libri e personaggi per cibare il corpo e la mente. 

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