Zona bianca rafforzata: le ipotesi sul tavolo

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Per evitare spiacevoli retromarce che riportino in giallo, si sta lavorando all’ipotesi di una zona bianca rafforzata con coprifuoco alle 24 e norme  di distanziamento più rigorose.

Dal prossimo 1° giugno, l’Italia dovrebbe scolorirsi ulteriormente con il passaggio in zona bianca di Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna. Per poi proseguire dalla settimana successiva, contagi permettendo, con altre regioni.

Attualmente per passare in zona bianca, vige la regola dei 21 giorni con meno di 50 contagi ogni 100 mila abitanti, ma probabilmente presto questo periodo verrà abbreviato: la modifica è allo studio.  

Nel frattempo, per evitare però che il passaggio in zona bianca risulti un trionfo effimero (Sardegna docet, con la sua repentina retromarcia, addirittura in zona rossa) il governo lavora anche ad alcune ipotesi per definire una zona bianca rafforzata.

Innanzitutto, prevendendo un coprifuoco alle 24 (di fatto in zona bianca il coprifuoco era stato inizialmente escluso) e poi lavorando a più rigide misure di distanziamento come quella di consumare seduti al tavolo nei bar o di evitare di sostare in piedi davanti ai locali.

E mentre si lavora ai colori e ai criteri utili a passare in zona bianca, continua la diatriba tra chi vorrebbe somministrare i vaccini in vacanza (come dimostra la bozza di accordo tra Liguria e Piemonte per vaccinare i turisti) e chi consiglia di programmare le vacanze sulla base delle date di vaccinazione (da fare quindi nella propria regione).

Novità (sembrerebbe) anche sul fronte del pass vaccinale europeo: il premier Draghi infatti ventila la possibilità esso che entri in vigore con anticipo: dal 15 giugno e non più dal 1° luglio. Ovviamente, Ema permettendo.