Zona bianca: sì a mascherine e distanziamento. No al coprifuoco

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Retromarcia sul coprifuoco alle 24: nelle zone bianche non ci saranno limitazione orarie e si riprenderanno da subito tutte le attività (tranne le discoteche), ma con mascherine e distanziamento.

Prosegue il confronto  tra Ministero della Salute, Istituto superiore della Sanità e Regioni, in cerca di una linea condivisa sulle regole da seguire in area bianca.

Un primo punto fermo riguarda il coprifuoco: viene infatti messa nel cassetto l’idea di ripristinarlo a partire dalle 24.

Viene infatti sostenuto il “superamento delle limitazioni orarie alla circolazione e alle attività”.

Cosa succederà allora nelle Regioni che presto si tingeranno di bianco (Molise , Sardegna e FVG dal 31, Abruzzo, Umbria, Veneto e Liguria dal 7 e poi  successivamente, salvo contrordini dell’ultim’ora,  Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio, Piemonte, Provincia di Trento e – forse – Puglia)?

L’intento in zona bianca è chiaro: riavviare subito tutte le attività (a parte l’enorme punto interrogativo che grava ancora sulle discoteche).

Si sta quindi lavorando a dei protocolli per mettere in sicurezza il più possibile l’operatività (per evitare retromarce perniciose sia economicamente che psicologicamente). Quindi più regole, sulla stessa linea d’onda di quelle valide in zona gialla, ma con “anticipazione delle riaperture per le quali la normativa vigente dispone già la ripresa in un momento successivo”.

Ergo: sono da mantenere anche in zona bianca, mascherine, distanziamento, sanificazione areazione dei locali.

Il tema quindi è ora quello di stabilire linee guida condivise: il Cts ha avanzato le sue proposte alle Regioni (come il green pass non solo per chi partecipa alle cerimonie, ma anche per chi lavora a meno di 1 metro di distanza dalle altre persone), alle Regioni spetta adesso avanzare una controproposta.