Vino e aziende: crescono le quote rosa, ma il gender gap esiste ancora

Sono sempre di più le donne ai vertici delle aziende vitivinicole. Lo dice un’indagine sul gender gap nel mondo del vino, condotta dall’Università di Siena in collaborazione con Le Donne del Vino e Unione Italiana Vini, presentata a wine2wine, il forum del wine business italiano ideato da Stevie Kim, e svoltosi nei gironi scorsi a Verona.

Lo studio, ha sottolineato la ricercatrice dell’Università di Siena Elena Casprini, fa emergere almeno tre risultati principali. “Il primo riguarda le competenze e i ruoli svolti in azienda: mentre solo il 10% delle donne è occupata nella produzione e nei vigneti, quasi l’80% è coinvolta in funzioni commerciale-comunicazione-marketing e agriturismo-ristorazione”.

Il secondo, riguarda il rapporto vita privata-lavoro. “Negli ultimi 3 anni, il 7,6% delle donne ha abbandonato o ha richiesto il part-time a seguito della nascita di un figlio. Questo dato si associa a diversità nei contratti (nelle donne c’è più precariato) e a difformità salariali penalizzanti con la progressione della carriera”.

Infine, ha concluso la ricercatrice, un’ultima evidenza riguarda gli episodi di intimidazioni, abusi e violenze che hanno interessato le donne. Negli ultimi 3 anni, nel 6,9%delle 58 cantine analizzate, si sono registrati episodi di intimidazioni e abusi: un dato sicuramente sottostimato considerando che molti episodi non vengono segnalati ai vertici dell’azienda.