“Vigne di Roma”, i produttori di vino del Lazio si alleano per crescere

I fondatori di Vigne di Roma

I produttori di vini del Lazio si alleano per promuovere i propri prodotti nelle carte dei vini dei ristoranti della Capitale e nelle vetrine di enoteche e gastronomie regionali (ma non solo), forti della qualità e della vocazione dei territori dove si fa vino da 1.800 anni. Si chiama “Vigne di Roma” il network presentato in occasione di Taste, festival degli chef in corso fino a domenica all’Auditorium Parco della Musica di Roma: alla rete aderiscono 15 aziende vitivinicole attive in tutte le province del Lazio (Marco Carpineti, Casale del Giglio, Casale della Ioria, Castello di Torre in Pietra, Cincinnato, Consoli, Famiglia Cotarella, Federici, Donato Giangirolami, Papalino, Poggio Le Volpi, Principe Pallavicini, Tenuta Sant’isidoro e Terre di Marafisa). Per il debutto nella pianeta ristorazione i 15 vini sono stati presentati in sorbetti preparati dal gelataio altoatesino Gunther Rohregger.

“Vigne di Roma” è l’unico esempio ad oggi di rete di imprese presente nel panorama vitivinicolo regionale e raccoglie aziende a carattere familiare, attive dalla Tuscia alla piana pontina e persino sull’isola di Ponza, tra le più importanti realtà produttive con l’obiettivo di innalzare il livello di conoscenza della qualità prodotti, nonché la percezione positiva dei rispettivi territori produttivi che abbracciano tutte le province del Lazio.

Il presidente dell’Arsial Antonio Rosati esprime “soddisfazione” per un’iniziativa nata da privati che investono capitali privati, in dialogo e sinergia con le politiche di promozione regionali. Felice anche la scelta del nome che richiama Roma, brand al terzo posto per i giovani, secondo una ricerca Nielsen su 50mila ragazzi, dopo Ferrari e Coca Cola.

“Vigne di Roma – ha concluso Paolo Perinelli, titolare dell’azienda associata Casale della Ioria – è una realtà che unisce i diversi territori. Non c’è provincia che è rimasta indietro. L’unione è per crescere”. Il network tra le aziende non ha un presidente o vertici designati perché, ha detto il produttore Marco Carpineti, “uno vale uno”.