Vendemmia 2015, la qualità del packaging PEFC

Può sperare di sorridere il settore vinicolo italiano guardando alle previsioni per la vendemmia in corso. Quasi ovunque gli esperti prevedono che il clima dell’estate appena trascorsa abbia creato le condizioni per una produzione elevata sia per quantità sia per qualità. Una situazione ideale per mettere il volàno alla filiera. Ma enfatizzare l’alto livello qualitativo non sempre è facile. Soprattutto se si sottovaluta l’aspetto del packaging.

Imballi, scatole e cassette possono quindi diventare alleati preziosi di quanti, nel mondo del vino tricolore, hanno capito l’importanza di investire nei prodotti di alta gamma. E, in tal senso, la certificazione Pefc, che garantisce la gestione forestale sostenibile e la tracciabilità dei materiali utilizzati nella filiera bosco-legno-carta, è un elemento che permette di distinguere le vere eccellenze.

Di realtà in giro per l’Italia se ne possono scovare decine. Come lo Scatolificio Sc.A.T. di Torrita di Siena che da anni produce scatole in cartone certificato PEFC utilizzato da alcuni importanti produttori di vino della Toscana. O la CMV Woodpackaging di San Damiano d’Asti impegnata invece nella produzione di confezioni in legno. Cofanetti ideali per trasmettere, fin dal primo colpo d’occhio, la preziosità delle bottiglie in esso contenute ma, al tempo stesso, anche il rispetto per il territorio.

Non a caso, proprio quelle scatole sono utilizzate per inviare in Germania (uno dei Paesi in cui la clientela è più attenta alla sostenibilità ambientale) migliaia di bottiglie Magnum da 1,5 litri di Sangiovese di Romagna. Ma anche in Italia l’attenzione all’ambiente è cresciuta e si inizia a ricercare coerenza tra contenuto (il vino) e contenitore (il packaging), che debbono essere “buoni” anche verso l’ambiente. Info su www.igrandivini.com.