Vaccinazione obbligatoria, cosa dice la Costituzione

Dopo le dichiarazioni del premier Draghi diventa sempre più concreta la possibilità dell’obbligo i vaccinazione contro il Sars- Cov 2.  Cosa dice in merito la Costituzione.

Per prima cosa è bene sottolineare la differenza: l’obbligo di green pass e la vaccinazione obbligatoria contro il Covid non sono la stessa cosa.

Il green pass obbligatorio, in vigore dal 6 agosto per alcune attività e dal 1° settembre esteso anche al personale scolastico, alle Università e sui trasporti a lunga percorrenza, non equivale, infatti, all’obbligo vaccinale. Dal momento che la certificazione può essere ottenuta anche da chi, senza essere vaccinato, si sia sottoposto a un tampone nelle ultime 48 ore, risultando negativo.

Attualmente l’obbligo vaccinale sussiste solo per i medici e il personale sanitario.

L’obbligatorietà, tuttavia, non è una chimera, in quanto è la stessa Costituzione italiana a renderla possibile con l’art. 32, dove dice espressamente: ‘La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge…’. Il vaccino, dunque, visto come tutela del bene della collettività può diventare obbligatorio. Rimane da rispettare un solo prerequisito: la formulazione di una specifica normativa.

La palla passa dunque al Parlamento il quale, una volta che i vaccini saranno autorizzati come farmaci a tutti gli effetti da Ema e Aifa (perdendo quindi il requisito di ‘emergenziali’) potrà dedicarsi alla formulazione di una legge.

Tuttavia non tutti sono convinti della necessità di una legge generalizzata: qualcuno pensa infatti sia meglio provvedere a rendere il vaccino obbligatorio solo per specifiche categorie, proseguendo dunque sulla strada imboccata con l’obbligatorietà per personale sanitario.

Fautore di questa posizione, come riferisce ANSA, è Amerigo Cicchetti, direttore di ALTEMS, l’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica di Roma.  Per Cicchetti, infatti, l’obbligatorietà “è una strada percorribile senza particolari problemi giuridici ma dovrebbe essere prevista non per tutti ma per categorie precise, a partire dalla scuola e Università, la PA a contatto col pubblico ed i trasporti”.