Un Natale al cioccolato con Amelia

Da sogno a realtà: questo lo slogan che hanno scelto la padovana Amelia Alma Gomiero e il francese Alexandre Savarese per l’apertura del loro nuovo locale in Piazza Goldoni 9 a Trieste. Una realtà che supera il concetto tradizionale di Pasticceria, per dare vita ad un’oasi accogliente quanto una sala da tè, incastonata nel cuore pulsante della città, in cui fermarsi a scoprire aromi, sapori, sensazioni, abbinamenti. Una realtà che ogni mattina si rinnova in una grande varietà di creazioni, dai croissant, alla biscotteria, alle mignon, alle specialità al cioccolato, come l’originale Panettone con cioccolato, fave di cacao e nocciole, la tradizionale Sacher Torte, preparata in estate con le albicocche fresche, o gli irresistibili Pain au chocolat d’ispirazione parigina.

amelia-torte«Creiamo tutto da zero, partendo da ingredienti di origine biologica certificata, senza usare semi-lavorati», racconta Amelia, che, arrivata in città per studiare le lingue, ha scoperto una duplice passione: quella per il marito Alexandre, che già lavorava nella ristorazione, e quella per l’arte dolciaria, coltivata in seguito con un corso all’Università dei Sapori di Perugia. «Rispetto agli schemi della pasticceria tradizionale, il mio approccio è meno rigido e più creativo. Certo, quando si tratta di dosi e ricette si ha a che fare con la chimica, ma è molto importante anche la manualità e la fantasia».

amelia-mignonUn’attenzione particolare spetta poi al re degli ingredienti: il cioccolato. «Abbiamo scelto un ottimo cioccolato biologico certificato, prodotto ad Amsterdam da un piccolo laboratorio a conduzione familiare. Lo stesso cioccolato al latte coinvolge per il gusto intenso del cacao», commenta Alexandre.  Anche il caffè servito ha una storia unica da ascoltare. «Abbiamo conosciuto Torrefazione Dubbini di Diemme al Sigep di Rimini, ma non sapevamo ancora che il bisnonno di Amelia e Romeo Dubbini, fondatore dell’azienda nel 1927, fossero fratelli. Abbiamo introdotto Caffè Superiore anche per questo legame che ci unisce, oltre che per l’attenzione alla qualità della miscela. E il palato dei triestini, molto esigente e talvolta diffidente, dimostra oggi di apprezzarne il profilo equilibrato, non troppo acido o amaro, ma perfettamente armonioso», concludono.

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