Tutto esaurito al Cooking Farm ideato da Genagricola

Si sono chiusi con grande successo di pubblico gli appuntamenti di Cooking Farm durante il Merano WineFestival, in cui si sono esibiti giovani chef stellati accanto a contadine dell’Alto Adige, in una giocosa competizione tra alta cucina e tradizione locale, abbinata ai vini de Le Tenute di Genagricola.

9 giovani chef, 4 contadine, 9 vini di Genagricola e una grande passione per l’eccellenza del gusto: questa la ricetta di Cooking Farm, lo show ideato da Genagricola in collaborazione con il Merano WineFestival per la sua 24° edizione tenutasi dal 7 al 9 novembre, in cui i migliori talenti emergenti della cucina italiana si sono confrontati con le Donne Coltivatrici del Sud Tirolo nell’interpretazione di ingredienti e materie prime secondo canoni diversi ma valori comuni: territorialità etradizione.

Cooking-Farm-MWFGiovanissimi e già premiati con una stella Michelin molti dei protagonisti provenienti da tutta la penisola: da Caterina Ceraudo del Ristorante Dattilo di Strogoli (KR) che si distingue con un piatto di grande eleganza e singolare semplicità, a Massimo Mentasti del Ristorante La Gallina di Gavi (AL) che rivisita i classici della cucina del territorio non senza una buona dose di innovazione. Sorprendenti anche Cristoforo Trapani del ristorante La Magnolia di Forte dei Marmi (LU) e Fabrizio Tesse di Locanda di Orta, Orta San Giulio (No), che si sono avvicendati nell’interpretazione libera di piatti ricchi di sapori mediterranei. Decisamente raffinato il piatto di Christian Di Bari del “Due Spade” di Cernusco sul Naviglio che propone una quaglia con il suo uovo. La consolidata classe di Alfio Ghezzi (Locanda Margon di Ravina, TN) e di Mattia Spadone (La Bandiera, Civitella Casanova PE) emerge nella riletturadi ingredienti universali come la patata e la melanzana, mentre riuniscono nord e sud del Bel Paesei due quasi esordienti Elia Russo e Riccardo Gaspari, rispettivamente dell’Hotel Villa Neri, Linguaglossa (CT) e di El Brite de Larieto, Cortina d’Ampezzo (BL), che recuperano la tradizione locale e la rinnovano nelle tecniche e negli accostamenti.

A tanta creatività le contadine dell’Alto Adige hanno risposto sfoderando una tradizione aggiornata, che non rinuncia ai sapori del territorio e della montagna: dagli spätzle ai canederli, dalla salsiccia allo strudel salato. Filo conduttore i vini di Genagricola, che hanno accompagnato con grazia le creazioni di chef e cuoche. Protagonisti i prodotti di Torre Rosazza (DOC Colli Orientali del Friuli) che con il suo pluripremiato Pinot Bianco ha impreziosito la triglia di Caterina Ceraudo, di Bricco dei Guazzi (Monferrato), che ha aggiunto pregio ai piatti più tradizionali, di Tenuta Sant’Anna (Lison Pramaggiore), con la sua classicità senza tempo, per chiudere in allegria con Vineyards V8+ (DOC Prosecco), che ha regalato effervescenza agli ingredienti più basici.

Nelle parole di Alessandro Marchionne, AD di Genagricola, la soddisfazione per una sfida vinta con successo: «Siamo felici di aver offerto al pubblico del Merano WineFestival uno scorcio sull’eccellenza gastronomica italiana del prossimo futuro. Ma lo siamo ancor più per aver rinsaldato il legame vitale che unisce la mission di Genagricola, la più grande realtà agricola del paese, all’eccellenza della cucina e del vino italiano. Un’esperienza che speriamo di portare presto anche oltre i confini di Merano».