Three Dreamers, arriva il nuovo rosso di Fantini

Il 2022 di Fantini sarà all’insegna di Three Dreamers, un nuovissimo rosso da uve Montepulciano d’Abruzzo biologiche appassite.

Storia travagliata ma con un happy end già scritto, quella di Three Dreamers: bottiglia vocata a farsi valere nel settore Horeca, doveva essere lanciata sul mercato già oltre due anni fa, opzione poi sconsigliata dal sopraggiungere dei lockdown. Ora è giunto finalmente il momento.

Three Dreamers è la storia stessa di Fantini. I tre sognatori in questione sono Valentino Sciotti, Filippo Baccalaro e Camillo De Iuliis, i tre soci (De Iuliis si è spento nel 2012) che oltre 27 anni fa hanno concepito l’inconcepibile, sognato quello che poteva apparire solo come un miraggio: ossia diventare produttori di vini di qualità, basandosi sul Sud Italia «e pur non avendo nessuno dei presupposti che si considerano solitamente indispensabili per un’impresa come questa», a iniziare dai terreni (Fantini nasce aggregando a sé, in una sorta di “federazione”, tanti piccolissimi produttori che rimangono proprietari dei loro filari, selezionati in aree vocate ma non sufficientemente valorizzate, e scegliendo i loro migliori vigneti, quelli più vecchi. Fornendo infine a questi “custodi dei territori” il miglior supporto tecnico ed enologico).

Three Dreamers by Fantini dunque come vino d’eccellenza e come celebrazione di una straordinaria impresa italiana. Già la prima produzione che raggiungerà il mercato –vendemmia 2020 – prevede una bottiglia iconica, dal design completamente nuovo; l’etichetta riproduce una sorta di portale, con la toppa per la chiave; quest’ultima tintinna appesa al collarino, come dire evocativamente: “Usami per aprire la serratura ed entrare in questo sogno, il nostro sogno”. Spiega Sciotti: «Per noi questa è un’altra sfida. Abbiamo raggiunto risultati incredibili in questi anni. Non ci fermiamo. Three Dreamers sarà la massima espressione della nostra enologia».

Aiuterà non poco il gruppo a superare certi ostacoli che interesseranno la vinicoltura italiana: «Il 2021 è stato un anno difficile ma che alla fine è per noi andato molto bene, dobbiamo essere davvero soddisfatti. Ora non nascondo una ragionevole preoccupazione per l’aumento spropositato e generalizzato dei costi dei materiali secchi e dell’energia, e per il calo produttivo che le uve hanno registrato nel 2021, con l’effetto moltiplicatore sui prezzi stessi. La pandemia poi ancora morde e genera limitazioni che non ci consentono di operare come vorremmo per la promozione sui mercati esteri. Eppure credo di poter essere ottimista: ci sono tutti i presupposti perché Fantini continui la propria crescita».