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14 Settembre 2021
L’Esecutivo EU accoglie la richiesta croata di denominazione per il Prosek: l’Italia insorge in difesa del Prosecco.
Il rischio? Che i consumatori facciano confusione e che una tipicità come il Prosecco venga danneggiata.
Toni tesi dall’eurodeputata della Lega Mara Bizzotto, che in una nota dichiara: "Di fronte a questa folle decisione della Ue siamo pronti alle barricate per difendere in ogni modo e in ogni sede il Prosecco Made in Italy perché deve essere chiaro a tutti che l'unico vero prosecco è quello prodotto nelle nostre terre”. Bizzotto conclude poi promettendo che nei prossimi 60 giorni (cioè il termine per presentare ricorsi), la Lega e tutto il territorio combatteranno “una battaglia campale per difendere la tipicità e la qualità del nostro Prosecco e il lavoro di migliaia di aziende”.
Dura protesta anche dal Mipaaf con le parole del sottosegretario Gian Marco Centinaio: “Nei confronti di uno dei prodotti simbolo del nostro Made in Italy, da Bruxelles arriva una decisione gravissima e con cui di fatto l’Europa smentisce se stessa”.
"Solo pochi giorni fa - sottolinea Centinaio - la Corte di giustizia europea era stata molto chiara intervenendo sulla querelle fra Francia e Spagna sul caso Champanillo. Per i giudici, il regolamento Ue protegge le Dop da condotte relative sia a prodotti che a servizi e può sussistere evocazione di una IGP o di una Dop qualora, trattandosi di prodotti di apparenza analoga, vi sia un'affinità fonetica e visiva tra l'Igp o la Dop e il segno contestato. Ci sembra sia proprio il caso del Prosecco e del Prošek".
Indignato anche Luca Zaia: “Di questa Europa – commenta amaro il governatore del Veneto - non sappiamo cosa farcene. Un'Europa che non difende l'identità dei suoi territori, un'Europa che dovrebbe conoscere la storia del prosecco".
Infine Stefano Zanette, presidente del Consorzio Prosecco Doc avverte: "La faccenda non è affatto conclusa: da quando l'istanza giunta dal Prosek verrà pubblicata sulla Gazzetta ufficiale europea avremo 60 giorni per presentare le nostre osservazioni”.
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