Stralcio delle cartelle, suspense fino alla fine

Il centro-destra propenso ad alzare l’asticella dello stralcio fino a 10.000 euro. Preoccupazione dagli amministratori locali che detengono un terzo del credito 

Una delle ultime partite ancor non ben definite in vista dell’approvazione del Dl Sostegni, prevista per questo pomeriggio, riguarda lo stralcio delle cartelle, inizialmente previsto per quelle inviate ai contribuenti fra il 2000 e il 2015, ed entro la soglia dei 5.000 euro. Una misura che già così costerebbe circa 2 miliardi di euro, da spalmare su due anni. 

È cresciuta però negli ultimi giorni la pressione da parte della componente governativa di centro-destra di elevare la soglia fino a 10.000 euro e contestualmente portare a due anni i tempi di notifica delle cartelle congelate fino a febbraio con la sospensione dei pagamenti fino al 30 aprile e l’estensione dei termini di prescrizione per evitare la decadenza del credito 

La richiesta, se accolta, farebbe lievitare i costi: da qui nasce l’opposizione dell’area di centro-sinistra, già restia tra l’altro a concedere il condono sulle vecchie mini-cartelle. 

Preoccupati sull’esito di questa partita sono gli amministratori locali, titolari di due terzi del credito che sarebbe condonato, mentre accolgono più di buon grado lo stanziamento di 1 miliardo per le funzioni fondamentali degli enti, di 800 milioni per il trasporto pubblico locale e un altro miliardo quale anticipo delle spese fino ad aprile. 

L’aiuto ai professionisti non passa solo con il fondo perduto e lo stralcio delle cartelle. Il Dl Sostegni rifinanzia infatti il fondo nato per coprire l’esonero contributivo per i titolari di reddito fino a 50 mila euro che nel 2020 hanno perso almeno un terzo del fatturato.