Spumanti “generici”, Federdoc: “Così ci facciamo male da soli”

No agli spumanti “generici”. E’ il messaggio lanciato all’inaugurazione della sesta edizione di Wine2wine, la due giorni di confronto targato Vinitaly, in cartellone oggi e domani a Veronafiere, dove è stato lanciato l’allarme ”generici” con l’apertura di un duello a colpi di flute per frenare il rischio di svilimento delle bollicine a denominazione, dal Prosecco al Franciacorta.

“Dopo anni di traino, i nostri sparkling rallentano la corsa e gli spumanti generici – ha detto, sul palco di Wine2wine, il responsabile dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Denis Pantini -, rappresentano il 15% delle nostre esportazioni con listini che mediamente registrano il prezzo di 2,7 euro al litro. Un low cost che non aiuta la valorizzazione del vino italiano. E che si inserisce in una fase di ribalta oltremanica dei francesi: nel Regno Unito il Made in Italy perde quasi il 3% e a sorpresa va sotto di circa sei punti percentuali proprio con gli sparkling, autentico cavallo di battaglia negli ultimi anni a Londra e dintorni. Solo nel 2018 lo Champagne si era visto sorpassare nel mercato inglese dal Prosecco. Oggi lo scenario si è ribaltato in modo repentino”.

A guardare con preoccupazione al peso crescente dei generici nel nostro export è in particolare Stefano Zanette, vicepresidente di Federdoc: “Ci facciamo male da soli. E ci preoccupa questo svilimento del lavoro fatto nei territori. Dobbiamo pensare a ‘inscatolare’ un po’ i generici e in tal senso la Cabina di regia della filiera del vino, il cui avvio è stato annunciato per gennaio 2020 dalla ministra Bellanova, è fondamentale. Serve una regia unica e più coesione a livello territoriale ma chiedo anche uno standard unico della sostenibilità”.