Ristorazione: inflazione a +4,4%. Va peggio a hotel, b&b e agriturismi

L’inflazione colpisce più alberghi, bed and breakfast, agriturismi, ostelli e campeggi che la ristorazione. E’ quanto emerge dai dati raccolti ed elaborati dall’Ufficio Studi di Fipe-Confcommercio, secondo cui a giugno l’impennata generale dei prezzi ha toccato solo in parte il comparto di ristoranti e bar.

Di fronte a un aumento che, a livello generale, ha toccato a giugno il +8% (rispetto al +6,8% di maggio) rispetto a dodici mesi prima, nel settore della ristorazione l’inflazione è salita al 4,4%, nonostante l’accelerazione dei prezzi dei beni energetici (la cui crescita è passata da +42,6% di maggio a +48,7%) e di quelli dei beni alimentari, sia lavorati (da +6,6% a +8,1%) sia non lavorati (da +7,9% a +9,6%). Un aumento contenuto che però non induce all’ottimismo la federazione che riunisce i pubblici esercizi, che in una nota mette in guardia su quanto accadrà da qui in avanti: “Difficile che nei prossimi mesi i listini di bar e ristoranti non vengano maggiormente toccati dalla fiammata inflazionistica che sta attraversando l’intera economia“, è infatti il commento di Fipe.

Ancora diverso il caso del settore dell’ospitalità, dove hotel, bed and breakfast, agriturismi e campeggi, costano quest’anno il 18% in più rispetto al 2021. A guidare la classifica stilata dall’Unione Nazionale Consumatori della città con i maggiori rialzi nel settore alberghiero è Milano, con un balzo del 71,4% rispetto a giugno 2021, complice il successo del Salone del mobile. Al secondo posto Firenze, con un incremento annuo del 35,7%, seguita da Siena con +30,4%. Appena fuori dal podio Varese (+27,7%) che sfrutta la vicinanza con Milano, così come Como, in settima posizione con +24%. In quinta posizione Palermo con +25,8%, poi Pisa (+24,8%). Seguono Parma e Viterbo (entrambe +24%). Chiude la top ten Napoli, +23,8%. In controtendenza invece Trapani dove le tariffe scendono del -3,5%, Novara (-0,9%) e Caltanissetta (-0,8%). 

Rialzi che risultano particolarmente significativi soprattutto se comparati con lo scorso mese di maggio. In appena un mese infatti a Milano gli alberghi fanno lievitare i prezzi del 36,8%, Firenze +21,9%, Varese al 3° posto con +20,5%. A Torino, invece, il mese di giugno ha registrato un -22,5% dopo l’esplosione di presenze all’Eurovision Song Contest .

Sul fronte ristorazione. invece, i divari tra le città sono meno clamorosi rispetto agli alberghi. A Verona, ad esempio, i ristoranti rincarano rispetto a giugno 2021 del 9,1%, più del doppio della media nazionale. Al secondo posto Gorizia, con +7,8% e al terzo Brescia, +7,6%. Seguono Palermo (+7,3%), Forlì-Cesena (+7,2%), Sassari (+7%), Novara (+6,8%). In ottava posizione Lecco, Trento e Olbia-Tempio (+6,6% tutte e 3). La città più economica è Campobasso (0,9%), in seconda posizione Massa-Carrara e Lodi (entrambe a +1,3%). Al terzo posto Ancora (+1,7%).