Ripresa solo con ristori a lavoratori indipendenti: dati Confcommercio

Nel 2020 sono crollati i consumi a 1.831 euro pro capite ed è aumentato il risparmio, +82 miliardi, a causa dell’incertezza e della perdita di reddito. E se cresce la fiducia nel prossimo futuro, tuttavia i pessimisti continuano a prevalere sugli ottimisti. E’ il quadro emerso dal rapporto Confcommercio-Censis sull’impatto della pandemia su fiducia, prospettive e consumi delle famiglie italiane.

Ma le perdite non sono state uguali per tutti, anzi c’è chi non ha subito alcun impatto economico dalla pandemia, come ha sottolineato il direttore dell’Ufficio Studi Confcommercio, Mariano Bella: “Ci sono dei soggetti che, per una ragione o per un’altra, non hanno perso praticamente nulla durante la pandemia, come i dipendenti pubblici e i pensionati, mentre le categorie più colpite sono quelle del lavoro indipendente”. E proprio le perdite fra questa categoria rappresentano il principale freno alla ripresa: “E’ per questo – ha concluso Bella – che i ristori mirati verso queste categorie produttive, soprattutto imprese dell’abbigliamento, della cultura e del tempo libero, dei trasporti, del turismo e ristorazione, sono essenziali per arrivare alla ripresa con un tessuto produttivo vitale e pronto a fare la sua parte”.

In base ai risultati del rapporto, quasi il 18% delle famiglie ha modificato le abitudini alimentari cercando prodotti di maggiore qualità, mentre per il 2021 gli italiani preferiscono spendere per aumentare il comfort domestico: al primo posto l’acquisto di prodotti tecnologici (32,9%), seguono elettrodomestici e mobili per la casa (31%) e la ristrutturazione dell’abitazione (28,2%).

Da questo scenario, secondo l’Ufficio Studi Confcommercio, si può prospettare un 2021 di ripresa, ma ancora difficile e certamente insufficiente a recuperare le ingenti perdite del 2020. Anche perché, mentre sul reddito disponibile dovremmo recuperare, come reddito da lavoro e capitale, sul fronte dei consumi si dovrebbero recuperare solo 638 dei 1.831 euro di perdita pro capite, restando distanti di circa 1.200 euro dal livello già depresso del 2019.

“La pandemia si sta attenuando e ci sono le condizioni per ripartire in sicurezza. Le imprese hanno bisogno di più normalità e certezze per poter pianificare le loro attività”, ha commentato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. “A cominciare – ha proseguito – da sostegni più robusti che devono ancora arrivare. Occorre accelerare per recuperare le perdite e rafforzare una crescita economica che è ancora troppo debole”.