Riaprono bar e ristoranti, ma resta la polemica sul coprifuoco

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Il decreto riaperture, di fatto, riapre assai poco. Non si possono usare gli spazi interni, nemmeno in caso di pioggia. Una buona fetta delle attività non può quindi riaprire. C’è poi la spada di Damocle delle fasce di colore. E resta la previsione di un coprifuoco alle 22 fino al prossimo 31 luglio.

E sul coprifuoco divampa la polemica. Per molti è un atto di eccessiva prudenza, tenuto conto che la curva dei contagi -così come la circolazione del virus- a inizio dell’estate scorsa si erano ridotte moltissimo, nonostante nessun italiano fosse vaccinato.

“Oggi abbiamo milioni di italiani protetti dal contagio o perché sono stati vaccinati o perché dal virus sono guariti e quindi sono ancora ricchi di anticorpi. Nonostante questo, il governo ha imposto restrizioni vessatorie, come il coprifuoco fino alla fine luglio e l’impossibilità di usare gli spazi interni. Misure che rischiamo di far fallire il comparto”, osserva Valerio Bellini, titolare a Novi Ligure del Bar Sport e del neo inaugurato Centoventi. Come dargli torto?

coprifuocoPiù voci di corridoio affermano che queste disposizioni saranno riesaminate e riviste in corso d’opera. Per fortuna. Ma non ci basta a tranquillizzarci. Sarebbe necessario leggerlo nero su bianco. Perché se tardasse ad arrivare una dichiarazione ufficiale rischiamo di farci male davvero.

Non dimentichiamoci che le ferie estive si programmano in questo periodo. Ora, scusate, ma con la prospettiva di rinchiudersi in casa o peggio nella camera di un albergo alle 22 chi mai prenoterà a luglio in Italia le vacanze? Molto la Grecia, la Spagna o qualunque Paese permetta di svagarsi anche la sera. O no?