Pnrr, come ottenere i finanziamenti per le imprese di turismo e Horeca

I numeri sono noti: attraverso il programma Next Generation Eu, messo in campo dall’Unione europea per favorire la ripresa dalla crisi causata dalla pandemia, l’Italia beneficerà nei prossimi anni di finanziamenti comunitari per 191,5 miliardi di euro fra sovvenzioni (68,9 miliardi) e prestiti (122,6 miliardi), da investire sulla base del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) redatto dal governo Draghi.

Più nel dettaglio, il piano destina al settore turistico-culturale 6,675 miliardi, 2,4 miliardi dei quali dedicati specificamente al comparto turistico-alberghiero. Una parte significativa di queste risorse è destinata a finanziare progetti e investimenti delle imprese, negli ambiti definiti dal decreto di attuazione del Pnrr (Dl 152/2021).

Vediamo dunque quali sono, in concreto, le misure previste per l’assegnazione delle risorse a supporto dei pubblici esercizi, premettendo un paio di importanti precisazioni. Se il piano del governo fa generico riferimento al settore turistico, lo scorso novembre il ministro del Turismo Massimo Garavaglia ha specificato che in questa definizione rientrano le imprese dell’Horeca.

Non sono comunque previsti finanziamenti a pioggia: le agevolazioni concesse dal governo vengono corrisposte alle imprese per lo più nella forma del credito di imposta, attraverso un articolato sistema che prevede specifici tetti di spesa. E non si può non notare che i pur cospicui fondi disponibili, “spalmati” su un comparto ampio come quello del turismo, non saranno sufficienti a coprire l’intero fabbisogno ipotizzabile. Dunque, meglio affrettarsi nella presentazione delle domande.

Le risorse per le imprese dell’Horeca

Gli ambiti di intervento a favore delle imprese dell’Horeca sono essenzialmente due: quello dell’efficientamento energetico e riqualificazione antisismica e quello della digitalizzazione, in quest’ultimo caso attraverso il rifinanziamento del Piano Transizione 4.0. Per quanto riguarda il primo, il provvedimento approvato dal governo riguarda il cosiddetto “bonus ristrutturazioni”, che in attuazione del Pnrr mette a disposizione 500 milioni di euro – tra fondo perduto e credito di imposta – suddivisi su tre annualità (100 milioni per il 2022, 360 milioni per il 2023/34, 40 milioni sul 2025). Per l’accesso alla prima tranche di risorse, si attende a breve il provvedimento relativo all’apertura del credito di imposta da parte del ministero del Turismo, al quale fa capo la gestione degli incentivi.

Sul piano della digitalizzazione, il Piano Transizione 4.0 consente di usufruire di agevolazioni per il rinnovo delle attrezzature, ma solo se quelle oggetto di finanziamento soddisfano il fondamentale requisito della connettività. “Questo aspetto merita un’attenzione particolare, dal momento che diverse aziende si sono viste negare l’incentivo a causa di una errata interpretazione della normativa”, chiarisce a Mixer Planet Luciano Sbraga, responsabile dell’Ufficio Studi di Fipe Confcommercio. “Il finanziamento non si applica genericamente a un frigorifero, a una cucina o un abbattitore, né è sufficiente che l’apparecchio in questione sia dotato di un orologio digitale per poter usufruire delle agevolazioni. E’ infatti richiesto che sia dotato di connessione, intesa non tanto come possibilità di controllo remoto da parte dell’utilizzatore, quanto come effettivo collegamento con il produttore affinché quest’ultimo possa segnalare eventuali anomalie, necessità di interventi di manutenzione o aggiornamenti”, continua Sbraga. In questo caso, trattandosi di una misura già esistente ricondotta nell’ambito dei fondi del Pnrr, le risorse sono già accessibili attraverso il ministero dello Sviluppo Economico.

Infine, anche se non specificamente destinato al settore Horeca, vanno menzionati gli incentivi da parte del Mise, previsti dalla Legge di Bilancio, a favore dell’imprenditoria femminile: le imprese (nuove o esistenti, anche nell’ambito del turismo) con almeno il 60% di donne socie possono richiedere finanziamenti a fondo perduto fino a 400mila euro – e fino a esaurimento delle risorse – da destinare a programmi d’investimento da realizzare entro due anni. Le domande, corredate dal relativo progetto imprenditoriale, vanno inoltrate attraverso la piattaforma online di Invitalia.

L’assistenza nella presentazione delle domande

Per aiutare le imprese del settore a districarsi fra i parametri imposti dai provvedimenti governativi per l’accesso ai contributi, la stessa Fipe da un lato ha in preparazione una serie di linee guida relative alle ristrutturazioni riconducibili nell’ambito dell’efficientamento energetico, dall’altro sta lavorando con Efcem, l’associazione italiana dei produttori di attrezzature professionali per la ristorazione e il lavaggio, per mettere a punto un catalogo delle attrezzature in regola con i requisiti richiesti dal Piano Transizione 4.0.

Soprattutto per le imprese meno strutturate a livello organizzativo, l’assistenza delle associazioni di categoria può essere fondamentale per districarsi nella burocrazia preposta all’accesso alle risorse. “Purtroppo, ad esempio nel caso del Bonus Ristorazione dello scorso anno, non sono stati infrequenti i casi di aziende che si sono viste escluse dai finanziamenti dopo che avevano già effettuato i relativi investimenti, a causa di errori nella valutazione dei requisiti”, spiega Luciano Sbraga. “Per questo Fipe Confcommercio invita le aziende a rivolgersi all’associazione per avere il supporto di professionisti competenti, che possono compiere tutte le verifiche preliminari e indicare modalità e tempistiche per la presentazione delle domande”.

Gli incentivi futuri

Non si può peraltro escludere che, con la concessione delle prossime tranche di finanziamenti del piano Next Generation Eu, una parte delle risorse destinate dal Pnrr al settore sia destinata alla copertura di ulteriori voci di spesa. “E’ prevedibile – conclude il responsabile dell’Ufficio Studi Fipe Confcommercio – che, in prospettiva, possa essere prevista un’ulteriore area di intervento per il miglioramento dell’areazione degli ambienti. Un obiettivo che le autorità sanitarie stanno esaminando con molta attenzione per la futura gestione della pandemia o post pandemia, dal momento che il ricambio dell’aria si sta rivelando decisivo per il contrasto della diffusione del contagio negli ambienti chiusi”.