Plastic e sugar tax, si va verso il rinvio al 2023

Con la manovra di bilancio approvata nelle scorse ore in Cdm il governo fa slittare l’attuazione della plastic e della sugar tax al 1 gennaio 2023 (art 3. della bozza). Si tratta dunque di una proroga e non della abrogazione nemmeno tanto velatamente richiesta da larghissima parte dell’industria e delle imprese commerciali.

Sono numerosi infatti i dubbi sollevati per i due tributi, in particolare sulla plastic tax dove, secondo il Sole24ore di oggi, la norma soffrirebbe di difficoltà tecniche e redazionali, e sarebbe opportuno un ripensamento del modello di tassazione. Non è chiaro secondo il quotidiano economico quale sia l’oggetto del tributo, ovvero quali siano le modalità dichiarative per gli arrivi di beni unionali o extra Ue e quelle per il commercio elettronico.

Nel frattempo, però, è già in vigore il prelievo istituito dall’Ue per i rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati. Sulla plastica, infatti, grava la nuova risorsa propria istituita dall’Unione europea ed entrata in vigore quest’anno. Ovvero un contributo nazionale calcolato sulla quantità di rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati e finalizzato a incentivare gli Stati membri a ridurre i rifiuti di imballaggio, con l’obiettivo di stimolare la transizione dell’Europa verso un’economia circolare attuando la strategia europea sulla plastica. Per i rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati è prevista un’aliquota uniforme di prelievo di 0,80 euro/Kg.

La nuova risorsa propria è di immediata applicazione, visto che i contributi saranno calcolati sulla base dei dati Eurostat che gli Stati membri già forniscono nell’ambito degli obblighi derivanti della direttiva su imballaggi e rifiuti di imballaggio (94/62/CE).