Paura contagi: a dicembre fatturato ristoranti a -25% rispetto a 2020

Annullamenti da un capo all’altro della penisola, sia che si tratti di party di Natale, cene aziendali, brindisi per gli auguri o semplici ritrovi al ristorante. La variante Omicron e la quarta ondata della pandemia fanno paura, e per baristi e ristoratori lo spettro delle disdette ormai è diventato realtà.

A dirlo è la Federazione italiana pubblici esercizi, che stima anche un calo di fatturato per i ristoranti nell’ultimo mese del 25% rispetto al Natale 2019. “Purtroppo è vero, abbiamo tante disdette – ha confermato Roberto Calugi, direttore generale di Fipe-Confcommercio -. Catering e banqueting accusano una contrazione, solo nel mese di dicembre, di oltre 300 milioni di euro su mezzo miliardo di giro d’affari previsto. Anche la ristorazione tradizionale paga dazio alla variante Omicron con un 25% in meno di fatturato rispetto al Natale 2019. Ma guardiamo al bicchiere mezzo pieno: di questi tempi l’anno scorso era tutto chiuso…“.

A corriere.it, rincara la dose anche Alessandro Trolese, presidente regionale Toscana del Silb (Sindacato Locali da ballo): “Perfino le tradizionali cene di fine anno organizzate dalle palestre registrano una flessione, la gente in generale preferisce non rischiare“.

D’altronde, secondo Assoeventi, con 46 mila addetti nel settore matrimoni, già la terza ondata di marzo aveva causato un 40% di disdette, anche se le cerimonie di dicembre per ora restano confermate. Per non parlare del fatto, sottolinea un’indagine di Confturismo-Confcommercio in collaborazione con Swg, che erano 35 milioni le partenze stimate degli italiani tra l’Immacolata e Capodanno; adesso però, siamo già oltre 2,5 milioni di prenotazioni disdettate, complice l’incertezza su spostamenti e risalita dei contagi.