Passaporto verde, per molti italiani è il ‘male’ minore

In attesa del decreto che definisca le nuove regole del green pass, sono sempre di più gli italiani convinti che vaccinazioni e passaporto verde siano l’unico mezzo per evitare di ripiombare nell’incubo chiamato lockdown.

 

Ancora attesa per il decreto che dovrebbe cambiare look al green pass.

Probabilmente si tratterà di una metamorfosi in più fasi: già a fine luglio/ primi di agosto il passaporto verde potrebbe diventare obbligatorio per eventi pubblici e bar e ristoranti al chiuso (ma qui le barrivate solo altissime) ma solo con una dose. Da settembre invece dovrebbe essere rilasciato al completamento dell’iter vaccinale (quindi dopo due dosi per i vaccini bifasici) e da metà settembre potrebbe essere richiesto anche per l’accesso ai mezzi urbani.

Nel frattempo, si lavora alla riformulazione dei parametri che fino ad oggi hanno regolato il cambio di colori. Dovrebbe prevalere il tasso di ospedalizzazione, ma si cerca ancora una quadra sulle percentuali.

In questo scenario ancora in evoluzione, cosa pensa la gente?

Gli animi sono combattuti. Abbiamo per esempio la Fipe che – pur lamentando la disparità di trattamento tra attività probabilmente obbligate (leggi bar e ristoranti) e attività esentate dall’obbligo del green pass -sostiene comunque con forza l’importanza delle vaccinazioni.

E poi c’è Confindustria che ha preso una posizione molto netta, proponendo di sospendere o spostare ad altra mansione chi rifiuti il vaccino.

E nel mondo della ristorazione? Accanto a chi teme l’estensione del passaporto verde, ci sono pure molti chef convinti, al contrario, che vaccino e green pass siano gli unici lasciapassare per evitare di ripiombare in un altro lockdown.

E mentre le forze politiche sono decisamente divise tra una destra ostile all’obbligo di vaccino e al ricorso al certificato verde e una sinistra di parere contrario, le posizioni tra gli elettori, come evidenzia Rado Fonda direttore di ricerca di SWG in un’intervista a Italia Oggi, sono molto meno nette. Se infatti tra gli elettori del Pd il 65% vorrebbe subito il green pass, mentre il 20% preferirebbe vedere l’evoluzione dei contagi, tra gli elettori della Lega – spiega sempre Fonda al quotidiano economico – il 49% lo vorrebbe subito e il 19% è un po’ più attendista. Mentre in FdI se il 37% è per averlo subito il 17% vorrebbe aspettare, pur non essendo del tutto contrario.

La prudenza, quindi sembra piuttosto condivisa tra molti cittadini. Lo spettro di una chiusura a tappeto fa davvero paura.