Pasqua e Covid: dai ristoranti agli hotel, tutte le regole da seguire

Dagli alberghi ai ristoranti, il conto alla rovescia per le vacanze pasquali è già incominciato. Quella alle porte però, dopo due anni compromessi dal Covid, non sarà una Pasqua all’insegna del rilancio del turismo e dei consumi in bar e ristoranti.

Lo dimostrano i dati Istat provvisori di marzo per scoprire come, rispetto a un anno fa, le tariffe siano già lievitate. Solo per fare qualche esempio, sottolinea l’Unione nazionale consumatori (Unc), sono aumentate voci come il trasporto marittimo +10,1% (rispetto allo stesso mese del 2021), alberghi e motel +9,3%, villaggi vacanze e campeggi + 7,2%, musei + 6,9%, piscine e impianti sportivi 3,9%, ristoranti e bar 3,4%.

Regole semplificate dal 1° aprile

Eppure, gli obblighi per chi viaggia nel nostro Paese sono diventati meno stringenti, dopo la fine della stato d’emergenza dello scorso 31 marzo. Se servirà il green pass base (anche tampone) solo se ci si sposta in aereo, in treno o in nave, l’accesso è diventato libero per alberghi e strutture ricettive (compresi i ristoranti al loro interno), musei, negozi e parchi divertimento. Il possesso del super green pass riguarda quindi solo cinema, teatri, concerti e discoteche (in queste ultime, si può togliere la mascherina solo al momento del ballo).

Per quanti riguarda i ristoranti al chiuso l’obbligo di green pass base resta solo per gli italiani (fino al 30 aprile). Gli stranieri vaccinati e guariti da meno di sei mesi potranno invece liberamente mangiare al ristorante, o accedere a tutte quelle attività per le quali è previsto il pass rafforzato, che all’estero non esiste. Chi invece ha un certificato di guarigione o vaccinale da più di sei mesi – compresi quelli ottenuti con Sputnik o con altri vaccini non autorizzati dall’Italia – dovrà mostrare l’esito negativo di un tampone effettuato 48 ore prima se antigenico o 72 se molecolare. Il tampone non è obbligatorio se si è guariti dopo aver completato il ciclo di vaccinazione. 

Per un pasto o un aperitivo in un locale all’aperto, invece, non sarà necessario nessun certificato, nè per gli italiani nè per gli stranieri.

Cosa succederà dopo il 1° maggio

Anche se la road map del governo con il decreto Riaperture già in vigore prevede il «liberi tutti» senza mascherina obbligatoria al chiuso dall’inizio del mese di maggio, la curva epidemiologica in aumento starebbe portando gli esperti a rallentare l’allentamento delle restrizioni.

La data stabilita per avere un quadro certo è infatti stata fissato al 20 aprile, come ha confermato nelle scorse ore il ministro della Salute Roberto Speranza. Quel giorno si deciderà se prorogare l’obbligo di tenere le mascherine al chiuso ancora per qualche settimana, oppure rispettare la data dell’1 maggio per eliminare i divieti ancora in vigore.