Pane e cultura. Gambrinus Napoli: la storia è qui

Cultura vuol dire anche – o forse soprattutto – rispetto per la storia, e in questa rubrica, parlando spesso di nuovi format e tendenze recenti, si sente ogni tanto il bisogno di guardare al passato, celebrando dei locali di grande tradizione. E’ accaduto con il Caffè San Marco e con gli altri caffè storici di Trieste, accade questa settimana con il Gran Caffè Gambrinus di Napoli: un’istituzione.gambrinus 2

La sua storia inizia nel 1860, quando si chiama semplicemente “Gran Caffè”. Nel 1890 viene ristrutturato e arricchito con i marmi, gli stucchi, i bassorilievi, le tappezzerie e gli affreschi che ancora ne decorano le sale. E’ in quell’anno che viene chiamato Gambrinus.

Cuore della vita mondana e culturale della città, diventa un vero caffè letterario, e ospita scrittori di grande fama come Oscar Wilde, Ernest Hemingway e Jean Paul Sartre. Dopo la chiusura nel 1938 perché considerato un ritrovo di antifascisti, e alterne vicende, negli anni 70 si assiste alla definitiva rinascita del caffè.

Affacciato in un’invidiabile posizione su piazza Trieste e Trento, via Chiaia e Piazza del Plebiscito, il Gambrinus è un vero gioiello architettonico in stile liberty. Il locale si fa interprete della tradizione napoletana dell’espresso, che oggi però è servito anche in diverse varianti, con cioccolata, nocciola e altri ingredienti. Al Gambrinus si serve anche l’aperitivo, con drink e cocktail accompagnati dai prodotti della rosticceria napoletana realizzati dai laboratori di pasticceria del Gran Caffè. Laboratori che sono specializzati nella produzione di cioccolatini, fra cui i D’Annunzio, fedeli all’antica ricetta che valorizza il gusto dell’espresso napoletano. Sono prodotti in proprio anche l’assortimento di pasticceria napoletana (sofgliate, babà, bigné, code di gambero) e i due dolci creati proprio dai pasticceri del Gambrinus: il Maria José, elaborato per celebrare il ritorno in Italia dei discendenti di Casa Savoia (il babà, intinto in una miscela di liquori spagnoli, ripieno di crema alla vaniglia, glassato di zucchero e rivestito di uno strato delicatissimo di panna, è decorato da un’ostia raffigurante lo stemma sabaudo), e il Vesuvio, sintesi dei tre più importanti dolci della tradizione napoletana: la parte esterna è fatta con la sfoglia della sfogliatella, l’interno è diviso tra una parte di babà al rhum e un’altra di pastiera.

 

Gran Caffè Gambrinus

Via Chiaia, 1/2

Napoli

grancaffegambrinus.com

 

PANE E CULTURA

Una rubrica di Giuliano Pavone

A chi dice che con la cultura non si mangia rispondiamo proponendo settimanalmente un’esperienza che mette in relazione in modo profittevole e innovativo il mondo della cultura e dello spettacolo da un lato e quello del pubblico esercizio dall’altro. Format, eventi, libri e personaggi per cibare il corpo e la mente. 

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