Nutriscore contro il vino: la protesta del Made in Italy

Il Made in Italy entra di nuovo nel mirino di Nutriscore, il sistema francese di etichettatura dei prodotti alimentari che consente al consumatore di riconoscere a prima vista i prodotti più o meno salutari sulla base di un semaforo.

Nato nel 2014, Nutri-score è attualmente al centro di uno scontro politico dopo la proposta di Serge Hercberg, il suo ideatore, di indicare con un bollino nero tutte le bevande alcoliche, compreso il vino (ma anche prodotti come formaggi, carne e olio d’oliva, solo per fare alcuni esempi).

È del tutto improprio assimilare l’abuso di superalcolici tipico dei Paesi nordici al consumo moderato e consapevole di prodotti di qualità e a più bassa gradazione come la birra e il vino che in Italia è diventato l’emblema di uno stile di vita lento, attento all’equilibrio psico-fisico che aiuta a stare bene con se stessi“, spiega ad esempio la Coldiretti.

Il limite più evidente del sistema Nutri-score è infatti quello di classificare gli alimenti sulla base di un algoritmo che ignora completamente le quantità che sono normalmente consumate. “La contrapposizione tra Nutriscore e dieta mediterranea è evidente e insanabile. Non a caso la nostra posizione è pienamente condivisa dai produttori di olio d’oliva in Spagna e da quelli di formaggi in Francia”, ha aggiunto il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti.

Di qui la richiesta di un intervento a livello politico, per altro condivisa dal sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali, Gian Marco Centinaio. “Vorrei sapere cosa pensa Macron dell’ultima proposta lanciata dagli ideatori del Nutriscore, che adesso suggeriscono di mettere addirittura una F nera a tutte le bevande che contengono una quantità anche minima di alcool“.

Il vino – ha concluso Centinaio – in Francia così come per noi, è espressione di cultura e dei territori, è parte della Dieta Mediterranea, riconosciuta patrimonio immateriale dell’Umanità dall’Unesco oltre che una voce importante dell’economia italiana che nel 2021 ha fatto registrare cifre da record, superando i 7 miliardi di euro di export“.