Nightlife: il vicinato, come farselo amico

Ovunque nel mondo ci siano locali aperti fino a tardi e giovani avventori entusiasti e chiassosi, il vicino insorge. E fioccano le petizioni contro la movida. Un problema che i gestori non possono assolutamente ignorare. Come fare a “domare” il vicinato? La miglior tattica è farseli amici, coinvolgendoli nelle iniziative, invitandoli a bere un bicchiere, ma anche pagando per isolare le loro case dai rumori esterni. Una lezione che i gestori di Ruin bar a Budapest hanno imparato bene. “Non solo teniamo pulite le strade vicine, ma abbiamo anche uno staff di “zittitori” che si assicurano che i clienti che escono dal locale non disturbino: sono vestiti in costumi bizzarri e invitano la gente a tenere un livello di voce basso e li aiutano a salire velocemente sui taxi in “luoghi di raccolta” fuori dalle vie principali e turistiche, un po’ più nascosti ma molto più agevoli” spiega Daniel Bandoh – manager del Doboz Ruin Club a Budapest. “La gente del quartiere viene qui a socializzare, specie durante il giorno, li conosciamo per nome e pensiamo a iniziative per loro. Molti si lamentano per il rumore e i disagi causati dai clienti e noi cerchiamo di rendergli la vita più semplice. Chiudiamo alle 4, abbiamo messo dei teloni sopra il cortile per isolare dal rumore. Un mese fa c’è stato un referendum perché i residenti volevano chiudere il distretto a mezzanotte, ma meno del 30% ha votato, in tre settimane abbiamo raccolto 50mila firme di gente che non voleva chiudessimo, siamo assicurati e pensiamo alle pulizie. Ci sono tensioni e ogni quattro anni sotto elezioni è un argomento molto spendibile per i politici, ma noi ci lavoriamo costantemente”.

Budapest e i Ruin Bar