Nescafé festeggia i 30 anni del brunch in Italia

Trent’anni fa, nel 1991, Nescafé portava in Italia la formula del brunch, fino ad allora popolare soprattutto nel Nord America ma pressoché sconosciuta da noi: un nuovo modo di vivere e assaporare il tempo che unisce colazione e pranzo creando il più libero e creativo modo di mangiare.

L’azienda, leader nel campo del caffè solubile e simbolo di una società cosmopolita, è sempre stata attenta alle nuove tendenze e a cogliere i trend emergenti. Così, nei mitici anni ’90, una giovane Camila Raznovich, volto emergente di Mtv e simbolo della nuova generazione metropolitana, proprio per Nescafé raccontava un nuovo modo di mangiare, rivoluzionario e modaiolo, che più di tutti rappresenta le abitudini d’oltreoceano: il brunch. Simbolo di convivialità e leggerezza, rappresentava il gusto di rallentare e sovvertire le regole, concedendosi al piacere della condivisione.

In pochi anni il brunch è diventato un fenomeno di costume che ha cambiato le abitudini nelle domeniche di molti italiani. Un trend diventato anche un libro-viaggio intitolato “Storie di brunch“, realizzato con la penna e i fornelli da Simone Rugiati, edito da Rizzoli e lanciato nell’ottobre del 2010. Un cooking-reportage di storie e ricette, di vita e ingredienti che ha voluto raccontare lo stile di vita più rivoluzionario e modaiolo di quegli anni. Un omaggio di Nescafé al brunch italiano con uno chef che incarnava perfettamente lo spirito del brand: giovane, informale e innovativo.

A simboleggiare la leggerezza e la convivialità del brunch divenne presto l’iconica Red Mug Nescafé, nata nel 1967, divenuta oggetto must have da collezionare.

Oggi il brunch da semplice trend di costume è diventato un vero e proprio stile di vita a tavola che vanta ammiratori di ogni età e provenienza. Nell’epoca del coronavirus, peraltro, è in forte crescita e il fenomeno del delivery, con una media di 2.500 ordini a settimana, che tuttavia, rinunciando alla convivialità e alla condivisione – almeno al di fuori delle mura domestiche – svilisce il concetto stesso di brunch. Una ragione in più per tornare a frequentare i locali, anche la domenica mattina.