Natale, a Milano la “Cena sospesa” raddoppia le offerte

    Lanciata durante Expo Milano 2015, “La Cena Sospesa” (che nel nome rievoca la tradizione partenopea del “caffè sospeso”) è già diventata una buona abitudine nel capoluogo lombardo. Che le feste natalizie, racconta l’agenzia Adnkronos, è pronta a raddoppiare: per ogni euro lasciato nelle teche “La Cena Sospesa” dai clienti dei 24 ristoranti che hanno aderito all’iniziativa, infatti, un altro euro sarà aggiunto dagli enti promotori.

    Le donazioni raccolte da volontari di Caritas Ambrosiana vengono convertite in Ticket Restaurant del valore di 10 euro ciascuno che Caritas Ambrosiana stessa distribuisce alle persone in difficoltà. I beneficiari possono spendere i Ticket Restaurant nei 4mila esercizi presenti a Milano che accettano i titoli Edenred, partner dell’iniziativa: 3.200 tra ristoranti, pizzerie, bar tavole calde e fredde, 800 punti supermercati.

    «Se c’è un periodo che, anche dal punto di vista simbolico, può essere significativo per valorizzare le caratteristiche di responsabilità sociale di un’impresa – rileva Lino Stoppani, presidente di Fipe ed Epam – è, nelle sue diverse modalità, proprio quello del Natale. La prosecuzione, da parte di diversi ristoranti milanesi, dell’esperienza de La Cena sospesa è un aiuto, appunto un esercizio di responsabilità: per continuare a favorire quei gesti concreti di generosità capaci di venire incontro al disagio delle tante persone che stanno affrontando un momento di difficoltà».

    Voluta dalla Diocesi di Milano, con il patrocinio del Comune, l’iniziativa è realizzata da Caritas Ambrosiana grazie alla partnership di Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), Confcommercio, Epam (Associazione pubblici esercizi Confcommercio Milano), Edenred e il contributo tecnico di Banca Sella. Inserita nel programma degli eventi “Expo in città” è proseguita oltre la fine del semestre espositivo dedicato alla nutrizione e al diritto al cibo. Dall’inizio di settembre ad oggi sono stati raccolti circa 10mila euro che hanno consentito a Caritas Ambrosiana di distribuire un migliaio di buoni pasto.