Musica nei bar e ristoranti: non serve l’autorizzazione

Buone notizie in arrivo per gli esercenti di bar e ristoranti che nel corso della stagione estiva programmano di utilizzare la musica nei propri locali per accompagnare le consumazioni dei clienti.

Il quotidiano giuridico Studio Cataldi informa, infatti, che iniziative quali piano-bar, deejay o serate musicali non necessitano di autorizzazione, se organizzate in un bar, un ristorante o in ogni caso in un locale che non abbia per attività principale l’intrattenimento.

Sebbene, l’art. 68 del TULPS (il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) – spiega il sito specializzato – preveda che “senza licenza del questore non si possono dare in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico rappresentazioni teatrali o cinematografiche, accademie, feste da ballo, corse di cavalli, né altri simili spettacoli o trattenimenti”, la norma può trovare applicazione soltanto ed esclusivamente quando la serata musicale costituisce l’attività primaria esercitata dall’intrattenitore, come ad esempio nel caso di una discoteca.

Una conferma in tal senso – continua il sito – è del resto arrivata dalla giurisprudenza amministrativa secondo la quale la norma non può applicarsi ad un bar o a un ristorante, seppure di rilevanti dimensioni, la cui principale attività rimane quella di somministrazione di cibo e bevande. In buona sostanza, dice il Tar, non necessita alcuna autorizzazione nel caso in cui l’iniziativa musicale risulti “ancillare” e “servente” rispetto a quella primaria rappresentata dalla somministrazione di cibi e bevande, aspetto che emerge dall’assenza di quegli indici sintomatici (come il pagamento di un biglietto per l’ingresso, la pubblicizzazione dell’evento, la maggiorazione del costo della consumazione, ecc.) che, combinati tra loro, consentono di affermare la natura primaria, con carattere imprenditoriale, dell’intrattenimento musicale svolta dall’esercente il locale commerciale.