Milano Beer Week, nel nome delle birre… d’autore

La seconda edizione della Milano Beer Week è ormai è nel pieno della sua attività. Cresce l’attesa per l’evento a sorpresa i cui dettagli verranno svelati solo sabato 26 sera. Il tutto grazie alla presenza di tanti birrai italiani e stranieri, esperti del settore e biersommelier e, ovviamente grazie ai gestori dei locali che hanno saputo, ancora una volta, esprimersi al meglio sottolineando ognuno le proprie peculiarità. La manifestazione, che vuole valorizzare birre e birrifici, ha ricevuto i prestigiosi patrocini di Assobirra e di Unionbirrai.

«Il valore della Milano Beer Week», ha sottolineato l’ideatore dell’evento, il giornalista Maurizio Maestrelli «risiede da un lato nel voler coinvolgere quanta più gente possibile in un mondo, quale è quello delle birre, che inizia dalla terra, dall’agricoltura, e termina nel boccale sul bancone del pub. Coinvolgerlo per dar loro la possibilità di scoprire un caleidoscopio di tradizioni differenti, di colori, aromi e gusti diversi; un mondo che è frutto della tecnica ma anche, e soprattutto, della creatività del birraio. Dall’altro lato Milano Beer Week vuole valorizzare quelle che sono le “ambasciate” della birra sul territorio, i pub, le birrerie ma anche i ristoranti “vocati” e, da quest’anno anche i beershop, ovvero tutti coloro che sono straordinari “diffusori” di cultura e consapevolezza birraria. L’evento della durata di una settimana, termina domenica 27 settembre, ospita al suo interno anche hotel e ristoranti, non per caso, ma a testimonianza che le buone birre d’autore non conoscono ostacoli di nessun tipo, né di “ambiente” né di pubblico».

Uno degli obiettivi della Milano Beer Week è quello di promuovere alcune realtà imprenditoriali cittadine (i locali) e la cultura birraria fatta di conoscenza dei prodotti e dei loro produttori all’insegna del bere consapevole e responsabile promuovendo quindi al contempo anche i produttori italiani che sono sempre più numerosi in Italia e, soprattutto, in Lombardia. Obiettivo non secondario è quello d’incentivare un flusso turistico in città. Già l’anno scorso i locali hanno rilevato un numero maggiore di presenze extracomune; quest’anno la comunicazione sta già avendo riflesso internazionale. Esiste da tempo infatti, in Europa, un turismo birrario specifico che si registra in modo particolare attorno a determinati luoghi (abbazie belghe e tedesche, città della birra come Londra o Praga) e in occasione di eventi importanti (Zythos Bierfestival in Belgio, Great British Beer Festival e London Beer Week a Londra.

L’ispirazione della MBW2015 arriva dalle Beer Week che si tengono da diversi anni nelle principali città degli Stati Uniti. Ed è un format che ha avuto la sua prima espressione in Italia proprio a Milano ottenendo un grande successo già nella sua prima edizione. Gli eventi organizzati durante la settimana sono oltre un centinaio: da quelli integralmente dedicati alle birre, come gli incontri con birrai italiani e stranieri di grande fama o le degustazioni guidate, a quelli pensati per “portare il pubblico a contatto con le birre”, dai concerti di musica live alle serate con Paolo Roversi, giallista che con “Solo il tempo di morire” (Marsilio Editore) ha da poco vinto il Premio Selezione Bancarella, che quest’anno ha anche scelto la Milano Beer Week per l’edizione numero otto della sua Milano in Bionda.

«Le birre per noi sono certamente il fulcro motore della Milano Beer Week», ha sottolineato Maestrelli «ma anche un eccellente “contorno”, un corollario a qualcosa che potrebbe anche prescindere da loro. Quest’anno la manifestazione è cresciuta enormemente, sia in termini di locali selezionati sia in termini di attenzione da parte della città. È una notizia estremamente positiva, soprattutto perché è stato capito lo spirito della Milano Beer Week che non vuole essere una “festa della birra” né tantomeno una replica dell’Oktoberfest, ma una vetrina sulla straordinaria ricchezza della bevanda più antica inventata dall’uomo e sua fedele compagna di viaggio da millenni».

L’importanza della Milano Beer Week è quest’anno rafforzata da due patrocini prestigiosi arrivati dalle associazioni più importanti e rappresentative del settore. Assobirra, l’Associazione degli Industriali della Birra e del Malto, con la quale l’evento milanese ha sposato la campagna “Rivoglio la mia birra” per protestare contro l’eccessiva tassazione di un prodotto per sua natura popolare e, oggi in Italia, oggetto d’impresa per centinaia di piccoli birrifici, e Unionbirrai, associazione dal 1997 al fianco proprio di questa specifica categoria di piccoli imprenditori che, negli ultimi vent’anni è cresciuta in maniera vertiginosa.

Immagine“Come AssoBirra – spiega Filippo Terzaghi, direttore di AsssoBirra – siamo molto orgogliosi di patrocinare una manifestazione importante come la Milano Beer Week. Da sempre lavoriamo per diffondere una cultura della birra che sia il più trasversale possibile, che valorizzi tutte le sfaccettature di questa incredibile bevanda, realizzata da oltre 2mila anni seguendo la stessa ricetta, fatta con acqua, luppolo, cereali e lievito, che ha conquistato oltre 35 milioni di italiani. Proprio Milano e la Lombardia in generale sono una delle realtà italiane più vive del nostro settore, grazie a ben 66 microbirrifici e 24 brew pub distribuiti sul territorio locale. Un numero molto rilevante se rapportato ai 650 impianti presenti in tutto il Paese. Eppure, nonostante ci si trovi di fronte ad una eccellenza del nostro Made in Italy, da diversi mesi ci troviamo a combattere contro l’aumento delle accise (cresciute del 30% in 15 mesi per volere del precedente Governo) che sta penalizzando il nostro mondo. Con Milano Beer Week, che ha sposato la nostra campagna #rivogliolamiabirra, abbiamo una visione in comune anche su questo fronte, a riprova di un settore che è in grado di fare squadra anche nelle battaglie più difficili”.

«La richiesta di patrocinio da parte degli amici organizzatori di Milano Beer Week» sottolinea Simone Monetti, direttore operativo dell’associazione «è stata accolta con grande favore da Unionbirrai, essendo un evento di importante richiamo mediatico svolto in una città sempre più attenta alla birra di qualità, che mette insieme su un palco virtuale, ospitato dai tanti locali che aderiscono alla iniziativa, tutti i protagonisti del movimento birrario artigianale italiano, ovvero birrai, consumatori attenti e appassionati. E, perché no, associazioni come Unionbirrai che diffonde da oltre 15 anni la cultura della birra nel nostro paese. E che quindi è orgogliosamente a fianco di Milano Beer Week».

Quest’anno la Milano Beer Week ha deciso di sostenere la campagna promossa da Assobirra Salva la tua birra volta a chiedere al Governo e al Parlamento la riduzione della pressione fiscale sulla birra. E lo ha fatto con un banner sull’homepage del suo sito www.milanobeerweek.it. Basta cliccarci sopra per essere indirizzati direttamente alla “mascherina” che consente di firmare la petizione. “In virtù del successo di pubblico della prima edizione dell’anno scorso – spiega il giornalista Maurizio Maestrelli, ideatore e organizzatore della settimana milanese dedicate alle birre d’autore in tutte le sue sfaccettature – abbiamo pensato che fosse importante focalizzare l’attenzione di un’intera città su un tema così importante come quello della pressione fiscale sulla birra. Perché – continua Maestrelli –le famigerate accise colpiscono direttamente i produttori, grandi o piccoli che siano, ma si ripercuotono sui consumatori”.

Nella prima edizione dell’anno scorso della Milano Beer Week Milano ha dimostrato una grande curiosità nei confronti del mondo delle birre d’autore, rispondendo con positività e in gran numero agli eventi proposti dagli allora 18 locali (quest’anno se ne è aggiunto in lista qualcuno di più) e apprezzando il fato che la Milano Beer Week permette di scoprire questo fantastico mondo fatto di tante sfaccettature ma anche e soprattutto di tante persone. Come sottolinea Assobirra (di cui la Milano Beer Week vanta anche il Patrocinio) con l’ultimo aumento delle accise imposto a gennaio, la pressione fiscale sulla birra è arrivata al 50%. Un’incidenza che non ha riscontro in nessun altro prodotto alimentare, e che avrà effetti negativi su occupazione e investimenti di tutta la filiera*. Una filiera ormai in sofferenza, con produzione e consumi sostanzialmente invariati da 10 anni, non più in grado di assorbire ulteriori aumenti della pressione fiscale. Per Maurizio Maestrelli è questo ciò che unisce la Milano Beer Week ai suoi amici e sostenitori: “il fatto di considerare il mondo della birra come un collettivo di specificità diverse ma unite da un unico obiettivo, insomma come una nave che solca il mare. È vero, – sottolinea Maestrelli – sulla nave ci sono ruoli diversi. Chi rema, chi tiene il timone, chi sta in cima sul pennone a scrutare l’orizzonte e chi si occupa delle vele. Ma la nave è la stessa e se qualcuno se ne frega di lei non potrà poi lamentarsi se ci si insabbia o si affonda”. Anche per questo la Milano Beer Week ritiene di essere una vetrina privilegiata per questa importante petizione e sostiene a gran voce #rivogliolamiabirra.