McDonald’s va controcorrente e sposta la sede a Londra

McDonald’s va controcorrente. A dispetto della Brexit, la multinazionale ha deciso di trasferire dal Lussemburgo a Londra la sede legale per le proprie attività al di fuori degli Stati Uniti: i profitti di migliaia di ristoranti in tutto il mondo arriveranno dunque lungo le rive del Tamigi.

La decisione della più grande catena di fast-food del pianeta – si legge su repubblia.it -, potrebbe portare decine o anche centinaia di milioni di sterline in più di tasse al Regno Unito. Ma riaccende anche polemiche sulle imposte pagate, o eluse, dalle multinazionali. L’azienda fondata lascia infatti il Lussemburgo perché stanca di sentirsi sotto attacco per le sue strategie fiscali. Secondo una stima del Financial Times, dal 2009 a oggi la fabbrica di Big Mac (ma non solo, avendo diversificato i 36 mila ristoranti del suo impero a seconda delle tradizioni gastronomiche locali) ha pagato soltanto l’1,49% di tasse su utili di 1 miliardo e 800 milioni di dollari.

Pur citando come ragioni per il trasferimento a Londra “la lingua inglese, le connessioni con altri mercati e la presenza nella capitale britannica di un significativo numero di dipendenti impegnati nel nostro business internazionale”, sembra evidente che la società è attirata anche dalle scappatoie fiscali offerte dalla Gran Bretagna. Scappatoie che il precedente governo di David Cameron si era impegnato a chiudere o perlomeno restringere, ma che – dopo la vittoria della Brexit nel referendum – il nuovo governo May potrebbe riconsiderare. Recenti segnali indicano che l’intenzione di fare scendere le imposte sulle società in questo paese, attualmente al 20 per cento, già uno dei livelli più bassi d’Europa, al 17%, e forse anche di più, fino al 15%.