Matrimoni, fiato sospeso per la ripartenza

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Fissata la ripartenza al 15 giugno ma c’è chi spera che possa avvenire prima. Il settore, fermo da mesi, è uno dei più colpiti in assoluto con perdite di fatturato del 90%. 

 

Il settore del wedding è certamente uno dei più colpiti dalla crisi innescata dalla pandemia. Secondo Assoeventi Confindustria il fatturato nel 2020 è calato del 90% rispetto al 2019. L’80% degli eventi è saltato, in pratica un matrimonio su cinque. 

C’è grande attesa dunque per la data di ripartenza. La data fissata al momento è il 15 giugno, con l’adozione di protocolli e linee guida, quest’ultime definite dall’associazione italiana wedding planner con Uni. C’è chi spera però che la data possa essere anticipata, a fine maggio o inizio giugno. 

Appesi alla data non ci sono poi solo i matrimoni, ma anche comunioni e cresime. Il numero degli eventi da programmare dovrebbe essere inoltre più elevato perché c’è da recuperare anche coloro che hanno annullato nel 2020. Alla riapertura quindi si profila un tutto esaurito. Soprattutto se non sarà possibile organizzare eventi nelle ore serali. 

L’assenza di una data certa al momento costituisce un ostacolo e non facilita la programmazione da parte degli operatori. Un intero settore, che occupa 570 mila addetti fermi da mesi, sta vivendo questi giorni con il fiato sospeso.