Le monete nelle slot: come si gestiscono?

Ogni slot prevede una giacenza media non inferiore a 300 euro, somma che viene continuamente ridotta ed incrementata per effetto delle giocate e dell’erogazione delle vincite, operazioni che comportano, anche per diverse volte al giorno, l’attività di ripristino delle scorte interne (il cosiddetto “refill”). A ciò si aggiungono le provviste di denaro nei cambiamonete, che consentono di cambiare, nei locali, banconote in monete e, nei modelli più evoluti, di effettuare anche l’operazione contraria. Statisticamente una slot raccoglie in media una somma compresa tra gli 80 e i 100mila euro di giocate l’anno (somma ben inferiore a quella forfettaria prevista dalle regolamentazione dei Monopoli in caso di mancata lettura degli apparecchi), distribuendo vincite, sempre su base annua, non inferiori al 70 percento delle somme inserite. Ogni slot assicura all’Erario un introito di circa 15mila euro annui, mentre il compenso che resta alla filiera della raccolta (concessionari, gestori ed esercenti) è di circa 10mila euro l’anno. Ovviamente i dati possono variare di molto per tipo di gioco e localizzazione dell’esercizio. Il gestore generalmente raccoglie l’intero cassetto residuo dagli apparecchi versando periodicamente al concessionario il Preu, i canoni concessori e il compenso della rete, e agli esercenti le quote di ripartizione previste dai contratti, fatti salvi i casi in cui, specie per i punti di maggior raccolta, l’esercente non provveda direttamente, anche per questioni di sicurezza e previo apposito mandato, a riversare giornalmente l’incasso in apposito conto corrente per trasferire poi le quote di raccolta ed il prelievo erariale al gestore o al concessionario trattenendo la propria quota di compensi. Un tale sistema comporta l’assunzione del rischio – per gestori ed esercenti – di qualsiasi perdita o ammanco, dovendo per norma assicurare al concessionario l’intero introito erariale. Inoltre, il sistema di rilevazione contabile dei proventi della raccolta, si fonda sul principio della competenza economica derivato dalle letture telematiche degli apparecchi a cura del concessionario e della conseguente periodica rendicontazione, che può generare forti discrasie nella contabilizzazione dei proventi degli operatori, che sono pertanto tenuti a gestire un doppio sistema di rilevazione: di cassa, per il controllo della effettiva raccolta e di competenza in base ai dati telematici di raccolta rilevati dai concessionari, con una complessa attività di riconciliazione dei dati. Per i gestori – o gli esercenti che gestiscono direttamente le slot – in contabilità ordinaria tutte le movimentazioni di cassa dovranno essere giornalmente rilevate, con un sensibile aggravio in termini di costi amministrativi. Per quanto riguarda la rilevazione delle giacenze occorrerà dedicare un apposito conto alle somme in deposito presso gli apparecchi ed i cambiamonete (se forniti dai gestori), quanto meno in base alla giacenza media per apparecchio. Per queste ragioni c’è chi auspica che il legislatore possa prevedere, per il futuro, sistemi di pagamento per le slot diversi dalla moneta metallica (carte prepagate, moneta elettronica) anche per ridurre l’incidenza di furti e migliorare il controllo dei giocatori, semplificando così anche i costi ed i rischi dei gestori.

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