Lavoro, blocco licenziamenti e CIG viaggiano a braccetto

Tra gli obiettivi del ministero del Lavoro c’è quello di varare una riforma degli ammortizzatori sociali dal prossimo autunno. Priorità alle politiche attive del lavoro per contrastare la disoccupazione femminile 

“Il governo porterà fino a giugno il blocco dei licenziamenti per quei lavoratori che dispongono di ammortizzatori sociali ordinari. Per tutti gli altri si andrà fino in autunno, ad ottobre, consentendo così di varare una riforma degli ammortizzatori sociali. È questa una delle novità contenute all’interno del Dl Sostegni, in dirittura d’arrivo questa settimana in Cdm e confermata da ministro del Lavoro Andrea Orlando ai microfoni di Radio anch’io. 

Il provvedimento prevede 28 settimane ulteriori di cassa integrazione per l’emergenza Covid gratuita per le imprese (del settore terziario) che ricorrono all’assegno ordinario, o alla cassa in deroga, da utilizzare da aprile a fine anno. Se utilizzate consecutivamente le settimane si esauriranno a fine ottobre, ma è concessa la facoltà di spalmarle fino al 31 dicembre. 

Per le imprese che ricorrono alla cassa integrazione ordinaria (settori industria ed edilizia) il periodo è invece di 13 settimane utilizzabili da aprile a giugno, mese in cui terminerà il blocco dei licenziamenti. Tutto questo in un quadro di deroghe al blocco licenziamenti in caso di cessazione di attività, accordo sindacale su esodo incentivato e fallimento. 

Non sfugge al ministro che la priorità non sia solo quella di tamponare la crisi economica con gli ammortizzatori sociali ma che vada percorsa anche la strada delle politiche attive del lavoro. Sul tavolo inoltre vi sono le questioni della disoccupazione femminile, genere che più sta risentendo della crisi dovuta all’epidemia e della vaccinazione sui luoghi di lavoro. “Una volta impostati questi quattro punti apriremo il confronto sul tema delle pensioni”, ha aggiunto Orlando, alludendo chiaramente al superamento di Quota 100. 

Nel frattempo già con il Dl Sostegni si punta ad allargare la platea dei beneficiari che percepiscono il reddito di emergenza (prorogato di tre mesi) intervenendo sui requisiti d’accesso: si dovrebbe poter portare in detrazione da una quota del reddito imponibile una parte dell’affitto. 

Novità in vista anche per il reddito di cittadinanza: sarà proposta la sospensione della misura per il periodo i cui si lavora mentre il meccanismo ora in vigore è più disincentivante: se si trova lavoro infatti viene ricalcolato l’Isee e, se l’importo percepito supera i tetti di legge, il reddito di cittadinanza viene revocato.