Italia, vino bio: nel 2021 consumi a quota 50 milioni di euro

Da prodotto di nicchia a mercato in piena espansione. E’ la parabola dei vini biologici che negli ultimi tre anni hanno visto una una crescita delle vendite del 60%, con un consumo interno che passerà dai circa 40 milioni di euro del 2020 ai 50 milioni del 2021.

A dirlo è il Report Wine Monitor Nomisma redatto per Valoritalia, che sottolinea come il 59% dei consumatori vede nei vini bio una qualità superiore rispetto ai vini convenzionali, mentre per il 75% degli intervistati il valore aggiunto di una tale tipologia di prodotto riguarda il rispetto per l’ambiente.

«Origine, sostenibilità e attenzione alla salute rappresentano le tre direttrici principali nella scelta dei prodotti agroalimentari degli italiani. Si tratta di tematiche che coinvolgono necessariamente anche il vino», dice Denis Pantini, responsabile agroalimentare & Wine Monitor di Nomisma, all’HuffPost. Che aggiunge: «Le imprese vitivinicole hanno compreso benissimo l’orientamento green dei consumatori, tanto che il 90% delle aziende prevede che nei prossimi due anni l’interesse per i vini biologici e sostenibili crescerà».

I numeri, d’altronde, parlano chiaro anche per quanto riguarda la produzione. «Dal 2010 la produzione è aumentata di quasi il 110%. La forte crescita è scaturita anche dalla decisione dell’Unione europea di consentire l’uso del logo biologico sulle etichette delle bottiglie solo a partire dal 2012», sottolinea al quotidiano online Riccardo Meo della direzione servizi per lo sviluppo rurale dell’Ismea, coautore di un quaderno sul mercato del vino bio pubblicato di recente. 

In Italia, in particolare, nel 2020 sono stati prodotti circa tre milioni di ettolitri di vino biologico in oltre duemila cantine. Un quantitativo, ricorda Meo, che non solo inserisce il Belpaese tra i leader mondiali nella produzione di vino bio (insieme a Spagna e Francia), ma che rappresenta il 6% di tutto il vino prodotto (49 milioni di ettolitri).