Il valore aggiunto delle bevande Made in Italy in Fiera a Milano

Tutti sanno che ogni aranciata è diversa da un’altra, per non parlare di ogni birra. Ma anche ogni vermouth è diverso, ogni amaro, ogni gin. Già nostra nonna diceva che è una questione di ingredienti, ed è perfettamente e scientificamente vero. Eppure, sfidiamo il consumatore più evoluto a prevedere l’effetto di una bevanda al palato giudicando dall’etichetta. La scienza e l’arte di scegliere e di combinare gli ingredienti per ottenere l’effetto voluto, sia sensoriale che fisiologico, sono molto complessi e decisive per il successo di un prodotto.

Il mercato degli ingredienti delle bevande e dei cibi liquidi rappresenta una fetta del più ampio settore degli ingredienti alimentari, che normalmente si dividono in quattro grandi categorie: aromi e fragranze, additivi e coadiuvanti per alimenti, amidi e derivati, materie prime per integratori alimentari e alimenti funzionali. Nel 2015, ultimo anno per cui si dispongono di dati, il fatturato dei produttori di queste sostanze (escluse quindi, per esempio, le rappresentanze puramente commerciali) superava 1 miliardo e 300 milioni di euro in Italia.

Beverage Ingredients ha l’obiettivo di offrire agli esperti degli ingredienti, produttori, scienziati e tecnologici, e utilizzatori, il primo palcoscenico per aggiornare e informare il pubblico professionale sullo stato dell’arte del settore.

La manifestazione si articola su un programma di conferenze che si tengono il 31 maggio presso la sala convegni appositamente costruita nel Padiglione 14 del quartiere fieristico di Milano-Rho, con un prologo dedicato alla birra la mattina del 30 maggio.

Dopo un’introduzione a cura di Fabrizio Filippini, segretario del Gruppo Aromi e Fragranze di AISPEC-Federchimica, l’associazione di categoria che raccoglie la maggior parte dei produttori italiani del settore, si entra nel vivo, con un parterre de rois di casi reali dal contenuto al contenitore, di aziende che non hanno lasciato nulla al caso e che hanno studiato tutto nei minimi dettagli, dalla scelta degli ingredienti alla formulazione giusta per l’esperienza sensoriale desiderata, al contenitore giusto, rigorosamente in vetro.

Nel pomeriggio, gli argomenti si focalizzano: prima sui temi del momento, Green switch e sugar free, che sembrano facili ma non lo sono, ossia la sostituzione degli ingredienti di origine industriale con ingredienti “verdi”, e la ricerca di soluzioni che riducano l’apporto di zuccheri senza che ne vengano modificati il gusto e la texture delle bevande. Quali opportunità per i produttori di ingredienti e quali le scelte dei produttori di bevande? Soprattutto alla luce delle normative anti-sugar sempre più diffuse e il calo storico del consumo di soft drinks in Italia.

Chiude il programma il workshop ingredienti avanzati: antiossidanti naturali, probiotici, prebiotici, postbiotici, aminoacidi, complessi vitaminici, sulle novità nel campo degli ingredienti più avanzati, al confine tra beverage e liquid foods e nutraceutica.

Ma un momento, e il prologo? È tutto dedicato alla birra, con un occhio di grandissimo riguardo alla birra artigianale italiana, la sessione a metà tra contenuto e contenitore della mattina del 30 maggio, sulle nuove opportunità per la birra in vetro. L’offerta di birre non è mai stata probabilmente così variegata, e la birra artigianale è protagonista, sia per l’interpretazione degli stili delle nazioni-maestre che per i nostri, come l’IGA. Quali ingredienti e quali novità sono i motori della tendenza? Inoltre, la rinascita della bottiglia in vetro come contenitore principe della birra è stata in larga parte trainata dall’influsso della birra artigianale, che ha influenzato le scelte anche delle grandi industrie. Si parlerà quindi anche di idee ed esperienze, di innovazione del contenitore e di marketing.