Il Turismo enogastronomico cresce del 10% anche in pandemia

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Le esperienze gastronomiche sono ormai parte integrante dell’esperienza turistica offerta dal nostro Paese e risultano molto apprezzate dai visitatori. Ecco quanto emerge dal Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2021, curato da Roberta Garibaldi, presidente dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico.

Nonostante la pandemia, cresce del 10% la quota di turisti enogastronomici nel nostro Paese.

Come emerso dal Rapporto, per lo più la scelta è ricaduta su agriturismi, relais di campagna, alberghi a tema cibo-vino, case sugli alberi. Ma cosa desidera questa nuova tipologia di turismo? Il 65% del campione, vorrebbe svolgere workshop nelle aziende di produzione, il 64% si sente portato a praticare attività all’aria aperta. Tra le regioni italiane, la Sicilia è la meta enogastronomica più desiderata, ma subito dopo c’è l’Emilia-Romagna, e poi Campania, Puglia e Toscana.

Richiamando le nuove potenziali frontiere aperte dall’enogastronomia, il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, ha affermato, in linea con le recenti affermazioni del premier,  che l’industria italiana del turismo ha riacceso i motori e ora è pronta a ripartire”. Dai dati del Rapporto emerge che uno dei punti di forza del Paese è l’enogastronomia e noi adesso abbiamo la possibilità di ripartire velocemente”. Garavaglia ha quindi rilanciato l’idea di un “piano per l’enogastronomia” al quale lavorare insieme agli altri ministeri competenti, le Politiche agricole e la Cultura, perché la ripartenza sarà “come il palio di Siena. L’enogastronomia è il cavallo che può correre più veloce, così il Palio lo vinciamo noi”.

Pienamente concorde sulla posizione espressa dal ministro, anche Fipe-Confcommercio, per la quale investire nella ristorazione, oggi, significa investire nel futuro. Il Governo ha dato semaforo verde alla ripresa del turismo internazionale e per noi è uno snodo essenziale per la ripresa del sistema Paese. Non solo. La dichiarazione di intenti del ministro Garavaglia di voler puntare sull’enogastronomia è da condividere e rilanciare. La ristorazione di qualità, infatti, non solo è uno dei principali fattori attrattivi per i turisti stranieri che nel 2019 hanno assicurato consumi per spesa di oltre 9 miliardi, ma è anche un eccezionale veicolo di valorizzazione del nostro territorio, anche nelle zone rurali”.